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Il Pisa sulle orme di Atalanta e Udinese: aperta la caccia alle giovani promesse
Il diesse Chiellini: dobbiamo patrimonializzare. Dopo Santoro in arrivo dalle categorie inferiori Piacentini, Piccinini e Ubaldi
Andrea Chiavacci
Pisa. Crescere nei risultati, consolidarsi attraverso le strutture e patrimonializzare il parco giocatori. Questi sono i tre obiettivi principali del nuovo direttore sportivo Claudio Chiellini e del Pisa targato Alexander Knaster che segue da Londra il lavoro portato avanti dalla famiglia Corrado. La parola che Chiellini ha usato maggiormente durante la sua presentazione è stata proprio patrimonializzazione. Ovvero mettere sotto contratto giocatori interamente di proprietà che con il tempo possono far lievitare il valore economico del club.
In altre parole, ricreare a Pisa un modello simile a quello di Atalanta, Udinese e Sassuolo. Anche attraverso investimenti sugli impianti, stadio e centro sportivo, e l’acquisto di giovanissimi del territorio entrando in concorrenza diretta con Empoli e Fiorentina. Ovvio che Roma non è stata fatta in un giorno e neanche il progetto Pisa, con questo tipo di programma, può essere realizzato dall’oggi al domani. Un lavoro certosino che non sarà fatto in una sola direzione.
Chiellini però sa come si fa, visto che il suo lavoro come capo scouting del settore giovanile della Juventus lo ha fatto crescere e gli ha permesso di accedere a un database enorme di calciatori. Conoscenze che potrebbero essere determinanti nel lavoro da fare con il Pisa. Il primo step è quello di puntare su giovani di prospettiva che hanno già giocato tra i professionisti e non solo. Un punto di continuità con il recente passato visto che l’acquisto di Salvatore Santoro, svincolatosi dalla Casertana (da ieri è ufficiale), è praticamente l’ultimo colpo voluto da Roberto Gemmi, che aveva fatto qualcosa di simile dodici mesi fa pescando Giuseppe Sibilli dall’Albinoleffe. Con la benedizione di Luca D’Angelo che ha fatto esordire tra i professionisti Santoro nella stagione 2017-2018 proprio a Caserta. Stesso discorso per il difensore Matteo Piacentini del Teramo, che però potrebbe essere prestato al Potenza, e per due ragazzi che hanno giocato in serie D. Si tratta dell’esterno Gabriele Piccinini del Lentigione, 20 anni, 10 gol nell’ultimo campionato di D e non più di proprietà della Reggiana, e della punta Leonardo Ubaldi, 21 anni e 15 gol sempre in D nel Cannara, ma con esperienze nelle giovanili della Spal.
Potrebbero andare in prestito come l’attaccante Tommasini, acquistato lo scorso gennaio dal Pontedera, ma che con il tempo potrebbero portare valore al club.
Il secondo fronte del mercato si svilupperà su giocatori giovani, ma con esperienze in B e anche su giocatori maturi che possono portare esperienza sulla falsariga dell’acquisto del portiere Nicolas. I giovani-esperti sono già stati individuati in Pietro Beruatto e Idrissa Tourè, che a breve dovrebbero firmare, mentre il primo giocatore maturo di movimento da inserire, anzi da reinserire nella rosa, è il centrocampista Luca Mazzitelli. Da Sassuolo arrivano conferme per il passaggio a titolo definitivo del centrocampista che nella passata stagione è stato il miglior acquisto.
Poi, dopo la partenza di Vido e quella probabile di Marconi, esiste la necessità di inserire un trequartista e un attaccante di alto profilo per la categoria. I nomi sono sempre quelli: da Stefano Moreo, per giocare dietro le punte, a Samuel Di Carmine per l’attacco, ma al momento è una pista difficilmente percorribile.
La novità è rappresentata dalla ricerca di giocatori sul mercato estero per marcare il nuovo profilo internazionale del club. Tutto però è praticamente top secret, anche se era circolata la voce per un interesse nei confronti del 23enne giamaicano Shamar Nicholson, punta dello Charleroi, nella serie A belga. Ma dalla società nerazzurra non arrivano conferme in tal senso. —
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