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Pisa

I sogni del Pisa si sono infranti su una difesa troppo fragile

Massimo Berutto
I sogni del Pisa si sono infranti su una difesa troppo fragile

Le quattro sberle di Brescia portano a quota 57 i gol incassati (più di 1,5 a partita) Sono già 12 in più dello scorso torneo, solo Entella e Pescara hanno fatto peggio

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Massimo Berutto

PISA. Cinquantasette gol al passivo in 37 partite, più di uno mezzo a partita (1,54). Un fardello talmente pesante da piegare le ali di qualunque ambizione, costringendo gli uomini di Corrado a recedere dai propositi di aggancio ai playoff. Il Pisa ha subìto le stesse reti del Pescara. Solo il fanalino di coda Entella sottrae ai nerazzurri il titolo di peggiore difesa della B, avendo incassato 61 colpi. Parliamo di due formazioni già retrocesse, che oltretutto hanno segnato rispettivamente 3 e 2 gol allo Sporting Club subendone uno a testa (per i liguri il bilancio è da aggiornare dopo l'ultima giornata).

In zona playoff, salvo il Brescia, nessun'altra squadra ha preso più di 45 gol (12 in meno rispetto al Pisa), quota toccata dal Lecce, che però la compensa con il migliore attacco in assoluto (67 centri). Le altre pretendenti alla A si attestano da quota 38 in giù. Ad occhio e croce il Pisa deve scendere di una ventina per essere competitivo nella prossima stagione. Nel campionato 2019/20 i nerazzurri chiusero con un passivo di 45 gol, 12 in meno con una partita in più. In attacco ne aveva prodotti 49, non molto diversi dagli attuali 51. È evidente quindi che sia imputabile alla fase difensiva il ritardo, al momento di nove punti, fra le due stagioni.

Peraltro per trovare una retroguardia (del Pisa) più perforata bisogna tornare al campionato 1990/91, l'ultimo in A. Al Pisa dell'offensivista Lucescu (che poi lasciò la panchina a Luca Giannini) furono riservati ben 60 dispiaceri in soli 34 incontri. Lo stesso bilancio registrato in seconda serie esattamente 50 anni prima, pur senza retrocedere.

In questo contesto l'assenza di Marco Varnier, che quanto a talento ed affidabilità si gioca con Caracciolo la palma del migliore difensore in organico, ha pesato. Altalenante il rendimento dei due sostituti Benedetti e Meroni. Spesso a togliere le castagne dal fuoco è stato l'arretramento di De Vitis. In una squadra che voglia continuare a giocare all'attacco è fondamentale disporre di difensori in grado di accettare e vincere gli uno contro uno, oltre ad un portiere forte (come Gori).

Al netto degli errori individuali (troppo numerosi però per poter essere trascurati) sembra evidente l'imbarazzo nell'affrontare gli attacchi in profondità, prodotti da interpreti tecnici e veloci. Manca il profilo di un centrale veloce ed esplosivo. Problemi anche sulle palle inattive nella propria area, purtroppo non ristretti ai difensori.

Tutto materiale, questo, che ora dovrà diventare tesoro anche e soprattutto in ottica mercato. —

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