Di fronte al lanciato Brescia un gruppo decimato tra squalifiche e infortuni
PISA. Il Pisa, dopo il polemico 2-2 con il Venezia, è già salvo, ma dovrà affrontare le ultime due giornate di campionato con tanti problemi.
Intanto Marconi (stangata di 10 turni), Gucher e Mazzitelli (una giornata) sono stati squalificati e salteranno la partita di domani a Brescia, fischio d’inizio alle 14, contro le rondinelle lanciate all’ottavo posto dopo la vittoria per 3-0 a Vicenza.
Per Robert Gucher, espulso dopo il novantesimo per proteste eccessive, anche 1.000 euro di ammenda perché capitano. Tutto sommato si temevano le due giornate di squalifica e l’austriaco potrà giocare l’ultima di campionato con la Virtus Entella.
Aritmeticamente il Pisa è ancora in corsa per i playoff, a -5 proprio dai biancazzurri, ma con tante squadre davanti diventa difficile pensare a un’impresa clamorosa nel giro di due partite. Una classifica che aumenta la rabbia per aver sciupato il doppio vantaggio con il Venezia e aver raccolto appena 5 punti nelle ultime 7 gare.
D’Angelo comunque andrà al Rigamonti per vincere anche se, oltre a Gucher e Mazzitelli, c’è da fare i conti con un’infermeria piena. Palombi prima della partita con il Venezia, dove sarebbe comunque partito dalla panchina, ha avuto un leggero risentimento muscolare ed è da valutare. Ma un suo recupero appare molto difficile come quelli di Caracciolo e Vido, usciti nel primo tempo con i lagunari sempre per problemi muscolari, e di Siega che ha subito una dura entrata nel finale poco dopo il discusso rigore che lo ha visto protagonista sfortunato. Una brutta contusione al ginocchio per il numero 7 nerazzurro che ha concluso la partita zoppicando: difficilmente giocherà a Brescia.
Quindi per D’Angelo è emergenza totale. A centrocampo potrebbero giocare De Vitis e Quaini insieme a Marin e in difesa Benedetti potrebbe prendere il posto di Caracciolo. In attacco scelte obbligate. Difficile recuperare anche Varnier, che è tornato in gruppo ma non è ancora pronto, impossibile rivedere Soddimo e Masucci.—
Andrea Chiavacci
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