«C’è tutto per rialzare la testa ma servono serenità e pazienza»
L’intervista. Salvatore Sanzo indica la strada da seguire alla truppa nerazzurra dopo le tre sconfitte consecutive incassate e in vista della delicata sfida di domani all’Arena
Andrea Chiavacci
PISA. Salvatore Sanzo, campione olimpico nel fioretto a squadre ad Atene 2004 e cuore nerazzurro, conosce bene le insidie e gli equilibri sottilissimi dello sport, anche del calcio e della Serie B.
Per diversi anni, infatti, ha commentato il campionato per Sky Sport. Quindi meglio di altri conosce anche le insidie che il Pisa incontrerà in una partita come quella di domani all’Arena, con il Cosenza, fondamentale per scacciare tutte le paure. «Non dobbiamo cullarci sugli allori e pensare a far punti – spiega l’attuale presidente della Federazione italiana di canoa – in alto per il momento non possiamo guardare, non tanto per i sette punti di distacco dal Cittadella, anche se abbiamo una partita in meno, ma perché per arrivare ottavi dobbiamo superare troppe squadre. Per la salvezza resto fiducioso, un filotto negativo ci può stare».
Vede una squadra in crisi?
«Inutile girarci intorno: con il Chievo la squadra ha giocato male. L’approccio è stato sbagliato e siamo stati un po’ troppo molli nel difendere. Con il Lecce però, e in parte anche a Pescara, il Pisa è stato più vivo nonostante la sconfitta. La rosa è ampia e credo che il vantaggio sulla zona playout sia consistente, anche se la storia purtroppo ci insegna di non dover dare nulla di scontato. Come nel 2009. Lì però il contesto societario era molto diverso da quello attuale».
Come se ne esce?
«Con tranquillità e pazienza, senza andare troppo in ansia. La squadra ha le carte in regola per battere il Cosenza. All’andata finì 1-1 ma il Pisa dominò l’incontro e sbagliò anche un rigore con Vido. È fondamentale, però, ritrovare energie mentali e forza fisica».
A proposito di forza fisica: quanto ha inciso il coronavirus su questo campionato dei nerazzurri?
«Sicuramente ha avuto il suo peso. Vido, che era tra i più in forma, mi sembra quello uscito peggio rispetto agli altri. Ma un po’ tutti gli sportivi hanno paura del virus: inevitabilmente sei condizionato da questo pensiero negli allenamenti e la cosa ti fa rendere meno anche in partita».
È deluso dal mercato di gennaio?
«Più che altro, una volta messa in cassaforte la salvezza, mi aspetto qualcosa di più per quello della prossima estate. L'organico di questa stagione resta valido in chiave tranquillità e devo dire che dopo la vittoria con la Spal un pensiero ai playoff lo avevo fatto».
L’arrivo di Knaster inevitabilmente fa lievitare le ambizioni.
«È la speranza di tutti i tifosi ma anche lo stesso Knaster non è venuto qui a buttar via soldi. In ballo ci sono lo stadio e il centro sportivo, ma credo che se un imprenditore di quel livello ha investito su una squadra di calcio voglia anche ottenere i risultati fin da subito».
Qual è il segreto per vincere in serie B?
«Investire nel modo giusto e creare un mix tra giovani già forti, e con un minimo di esperienza, e giocatori da categoria. Non basta spendere, bisogna farlo bene. Non dobbiamo fare come Frosinone, Cremonese o Monza. Se si riesce a programmare bene possiamo lottare per la A fin dalla prossima stagione».
Fiducia in D'Angelo?
«La merita. A me piace, ma ovviamente sarà la società a valutarlo a fine stagione. Ora anche lui deve pensare solo a chiudere bene il campionato». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
