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Pisa

L’intervista 

La ricetta dell’ex Baldieri «Ora c’è bisogno di serenità»

Andrea Chiavacci
La ricetta dell’ex Baldieri «Ora c’è bisogno di serenità»

Non ha smesso di seguire i nerazzurri e gli ultimi ko non lo preoccupano troppo «Se la squadra è quella vista contro il Lecce, io dormo sonni tranquilli»

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Andrea Chiavacci

PISA. Non facciamoci prendere dal panico: potrebbe essere questo il mantra che accompagna il Pisa alla sfida cruciale di sabato con il Cosenza dopo tre sconfitte di fila. In casa del Chievo, nel posticipo, non è bastato il 60% di possesso palla per evitarla o anche solo portare pericoli alla porta avversaria.

Ma il gol è il sale del calcio. Lo sa bene Paolo Baldieri, attaccante nerazzurro tra il 1984 e il 1986 che attualmente vive e lavora a Lecce, dove ha aperto una gelateria. Lui nel Pisa ci crede ancora, ma invita tutti a non abbassare la guardia. «Il Pisa visto fino alla gara con la Spal – sottolinea Baldieri – aveva legittimato l'ottavo posto in classifica. Purtroppo nelle ultime tre partite, anche se con il Lecce la squadra ha giocato bene, ci sono stati pochi tiri in porta e qualche distrazione di troppo. Ora la squadra D’Angelo non devono farsi prendere dal nervosismo. L’allenatore con il Lecce secondo me ha commesso il primo errore in questi tre anni sulla panchina nerazzurra: doveva lasciar perdere con le proteste perché la squadra ha bisogno di serenità».

Come si esce da questo momento difficile?

«Cercando di mischiare un po’ le carte. Serve imprevedibilità e bisogna creare alternative soprattutto in attacco, magari mettendo tutti in discussione. Mettere un po' di pepe può servire a ritrovare la concentrazione. Il Pisa secondo me ha buoni attaccanti ed è anche fisiologico un momento no».

Chi potrebbe portarla questa freschezza?

«Uno sicuramente è Sibilli, ma spero che D’Angelo riesca a recuperare al meglio Vido. Poi questa squadra ha bisogno della qualità di un Gucher al 100%. Uno che può portare pericoli anche sulle palle inattive».

Avrebbe sostituito Marconi l’altra sera con quel terreno pesante?

«Difficile giudicare. I tecnici magari hanno notato qualcosa che noi dalla tv non possiamo vedere. Il tecnico deve esser bravo a capire quando un suo giocatore è al limite. E sotto questo aspetto D’Angelo resta uno dei più bravi».

La difesa, nonostante un super Gori, è tornata un po’ a ballare: col Chievo errori individuali o di squadra?

«Bisogna dare il merito anche all’avversario che è stato bravo e veloce nelle ripartenze. Per difendere bene serve l’aiuto di tutti. Se uno sbaglia l’altro deve esser pronto a dare una mano».

Meglio il 4-3-1-2 o il 3-5-2?

« Per me sono solo numeri. Conta come stai in campo e quanto riesci a dare alla squadra. Conta restare corti ed essere in grado di portare sempre 4-5 giocatori nell’area avversaria. Il Pisa quando sta bene riesce a farlo. Faccio un esempio: se Lisi torna ad essere quello devastante dello scorso campionato non ci sono moduli che tengano».

Quindi niente paura?

«Se il Pisa gioca e difende come col Lecce io dormo sonni tranquilli. La squadra deve pensare a portare a casa la pagnotta e curare nei minimi dettagli la gara col Cosenza. L’obiettivo ora è quello di centrare i punti necessari per salvarsi il prima possibile. Resto fiducioso perché le squadre di D’Angelo chiudono in crescendo. Però bisogna ritrovare la migliore condizione, fisica e soprattutto mentale». —

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