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Pisa

Cattivi pensieri Ora il Pisa deve fare i conti

Massimo Berutto
Cattivi pensieri Ora il Pisa deve fare i conti

La non ripartenza dopo la sosta (tre sconfitte consecutive) “accende” la prossima sfida contro il Cosenza all’Arena 

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Massimo Berutto

PISA. Il Pisa è un po' come uno studente con le mani sulla fronte davanti ad un ostico quesito su cui non riesce a raccapezzarsi: in molti casi basta prendere una boccata d'aria o rivolgere la mente per tornare sul problema con ritrovata lucidità, scorgendo la soluzione sepolta sotto mille ragionamenti. I nerazzurri, battuti dal Chievo (terzo passo falso consecutivo), almeno per qualche giorno dovranno guardarsi alle spalle, in vista della sfida con il Cosenza, quart’ultimo in graduatoria. Una vittoria sui silani allontanerebbe quasi definitivamente i pericoli di bassa classifica, mandando i diretti avversari da -8 a -11 a 4 turni dal termine con una gara da recuperare, conservando o ampliando le 6 lunghezze che adesso separano lo Sporting Club dalla quint’ultima piazza, occupata dall'Ascoli (virtualmente a -7 essendo in svantaggio negli scontri diretti). E chiudendo rapidamente la questione-salvezza si trovano punti e morale per tornare a scalare la classifica.

FRA SOGNO E REALTà

I più ottimisti, ipotizzando un successo nel recupero con il Pordenone, possono ancora considerare i playoff virtualmente a -4 (in realtà -5, perché il Cittadella, ottavo, è in vantaggio nella classifica avulsa e quindi anche in caso di arrivo a parità di punti). L'attualità dice però che dal rientro dopo la pausa di due settimane il team rossocrociato è improvvisamente piombato nel momento più difficile dell'intera gestione D'Angelo, che mai prima d'ora aveva perso tre gare consecutive sulla panchina nerazzurra. Il tecnico pescarese non incassava tre passi falsi di fila dal febbraio 2017, quando inanellando il terribile filotto andò incontro all'esonero dalla guida del Bassano. Il Pisa deve innanzitutto rimettersi in moto, focalizzando sul vero obiettivo: la permanenza in categoria.

BEFFARDI PLAYOFF

I playoff non devono diventare un'ossessione, come la Champions League per la Juventus, ma solo un gradito corollario ad una stagione che sarebbe già positiva con la salvezza. Dallo scorso 31 luglio, giorno in cui gli spareggi sfuggirono al Pisa a causa della classifica avulsa, la griglia si allontana ogni volta che i nerazzurri sembrano sul punto di agganciarla. Pareggi o sconfitte hanno seguito tutte le vittorie che hanno proiettato gli uomini di Knaster e Corrado al 10° o 9° posto (l'unica striscia di due affermazioni, su Ascoli e Pordenone, è servita per staccare i playout). Dal punto più alto, il -2 raggiunto nuovamente battendo la Spal, Gucher e soci sono incappati nei 3 capitomboli in sequenza.

BRUTTI PENSIERI

La sfida con il Cosenza è da prendere con le molle. Il malaugurato caso di una sconfitta complicherebbe maledettamente la situazione, avvicinando i calabresi a -5, in svantaggio negli scontri diretti. In caso di successo dell'Ascoli nell'anticipo a Ferrara, i playout sarebbero a -3 (o meglio -4 per la classifica avulsa) ancor prima di giocare. Il ricordo della scorsa stagione e del 3-0 dei rossoblù nel primo tempo all'Arena Garibaldi (3-1 il finale) deve far alzare le antenne. D'Angelo al cospetto del Cosenza concluse anticipatamente i playoff nella Casertana pareggiando in Calabria nel 2017/18. Un pari, anche se interno, oggi potrebbe persino diventare accettabile, soprattutto se la Spal confermerà il trend di risultati mostrato dopo la sconfitta a Pisa: 2 vittorie ed altrettanti pareggi. Blindare uno 0-0 è però quanto di più lontano dalla mentalità e dalle caratteristiche dei nerazzurri. Meglio giocarsela, insomma. Con giudizio, ma senza paura. —

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