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Pisa, l’esultanza di un tifoso speciale: il centenario Sandro Burichetti

Andrea Chiavacci

Non si perde una partita seduto in poltrona nella sua casa La figlia Lucia: «Il suo grande sogno è tornare all’Arena»

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Andrea Chiavacci

PISA. Ad esultare davanti alla televisione dopo la partita più bella della stagione, con il successo sulla Spal, anche un tifoso speciale. E più che storico. Sandro Burichetti lo scorso 12 marzo ha compiuto 100 anni. Un compleanno che non è passato inosservato ai calciatori nerazzurri che gli hanno fatto gli auguri attraverso dei video che i familiari hanno fatto vedere a Sandro nella sua abitazione di Metato. Gucher, Caracciolo, Lisi, Marconi, Gori e Mazzitelli, autore di uno dei tre gol contro la Spal, hanno voluto fare gli auguri a questo centenario che ha il Pisa nel sangue.

La festa, a causa delle varie limitazioni dovute all’emergenza coronavirus, è stata fatta in maniera più soft, altrimenti qualche giocatore sarebbe andato a trovarlo. Grazie alla sua famiglia non sono comunque mancati i festeggiamenti e nemmeno le sorprese, a cominciare dalla visita del sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, e tanti regali a tinte nerazzurre. Ben tre maglie ufficiali, una con la scritta Sandrino 100, la sciarpa del gruppo Supporter e uno striscione di auguri firmato curva Nord.

La sera del suo compleanno era arrivata la sconfitta con il Cittadella, mentre lunedì Sandro ha applaudito il suo Pisa contro una squadra che fino a poco tempo fa giocava in serie A. La figlia Lucia racconta le emozioni di questi giorni: «Ci siamo sentiti dopo vittoria contro la Spal. È andato a dormire felicissimo. È davvero molto contento della vittoria e di tutte queste testimonianze di affetto».

In un video Sandro esprime tutto il suo ottimismo per il Pisa. «Guardiamo di finire bene questo campionato – dice – e l’anno prossimo torniamo in serie A» . Sarebbe un altro regalo davvero speciale per questo signore nato nel 1921. L’anno in cui il Pisa di Ging sfiorò la conquista dello scudetto. Una vita molto intensa quella di Sandro, che è stato soldato in Africa durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1943 venne ferito ad una gamba in Tunisia e poi fatto prigioniero dagli americani. Sandro venne portato negli Stati Uniti dove è rimasto per tre anni. E dove tutto sommato venne trattato piuttosto bene.

A casa, dove prima della guerra faceva il fattore, pensavano di non rivederlo più. E invece nel 1946 riuscì a tornare in Italia al termine di un viaggio infinito. Sandro, riconosciuto invalido di guerra, ha lavorato al Comune di San Giuliano Terme per una trentina d’anni occupandosi della manutenzione dei cantieri stradali. Oltre al Pisa la sua passione è sempre stata quella di coltivare la terra e ancora oggi riesce a guidare il trattore indossando la maglia nerazzurra.

L’amore per il Pisa è legato soprattutto agli anni di Romeo Anconetani durante i quali con il suo abbonamento di gradinata non si perdeva una partita. Sandro però guarda con grande attenzione al presente. Il suo idolo è Luca Vido e dopo ogni partita del Pisa legge il nostro giornale per approfondire la situazione dei nerazzurri. La figlia Lucia ha un desiderio: «Mio babbo Sandro non si è ancora vaccinato, ma dovrebbe farlo a breve. Se gli stadi riapriranno tra non molto cercheremo di portarlo all’Arena, grazie all’aiuto della Pubblica Assistenza, come volevamo fare già prima della pandemia». —

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