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Pisa, come spegnere la luce delle stelle Menez è il prossimo banco di prova
Tra gli avversari di sabato il fuoriclasse francese. L’obiettivo è ripetersi dopo la prova contro il Monza di Boateng e Balotelli
Andrea Chiavacci
PISA. La domanda che tanti tifosi si stanno facendo in questi giorni è cosa manchi al Pisa per diventare veramente grande. La risposta arriverà nell’arco dei prossimi dieci giorni: I nerazzurri affronteranno domani la Reggina, poi due squadre in zona playoff come Cittadella e Spal. Partite nelle quali il salto di qualità passa anche dalla capacità di fermare giocatori di alto livello.
La Reggina di Marco Baroni, ad esempio, può contare su una stella di prima grandezza come Jeremy Menez. Il francese finora non ha inciso granché a causa di un infortunio muscolare subìto proprio nella gara vinta dal Pisa all’andata. Per Menez in questa stagione appena 14 partite, con 3 gol e 2 assist. Un bell’inizio, due reti nelle prime partite, poi alti e bassi. Al momento non è un titolare fisso, ma contro il Pisa potrebbe esserci il suo rilancio dall’inizio come esterno sinistro nel 4-2-3-1 in cui dovrebbe trovar posto l’altro big German Denis.
L’ex nazionale francese, 33 anni, resta sempre un attaccante imprevedibile come ai tempi in cui giocava con Monaco, Roma, Psg e Milan. Indimenticabile il gol di tacco al Parma in maglia rossonera.
Questo campionato sta mettendo i nerazzurri di fronte a giocatori con un passato sui grandi palcoscenici. La difesa di D’Angelo ha alternato prove di grande livello contro i big ad altre dove ha sofferto non poco. Contro Riccardo Meggiorini sono stati dolori, visto che l’ex Torino ha segnato all’andata e al ritorno con il Vicenza. Lo stesso di fronte ad Alberto Paloschi della Spal, altro ex Milan, che all’andata segnò una doppietta nel giro di 17 minuti prendendo il tempo a Caracciolo sul primo gol e approfittando di un disimpegno sbagliato della difesa sulla seconda rete. Poi però, al di là della prodezza di Meggiorini sabato scorso, le cose contro i big sono migliorate. In Pisa-Chievo Emanuele Giaccherini, due volte campione d’Italia con la Juventus e vice campione d’Europa nel 2012, non ha combinato grandi cose, tanto che Aglietti lo ha sostituito dopo aver sbagliato un gol sotto porta. Una volta uscito Giaccherini, il Chievo è riuscito a rimontare due gol di scarto.
Ma la miglior esibizione della difesa nerazzurra contro le stelle del campionato è stata quella nel 2-0 di Monza. D’Angelo come al solito non ha esasperato le marcature, ma la compattezza dei nerazzurri ha limitato l’estro di Kevin Prince Boateng, che si è anche fatto parare un rigore da Gori. Anche per Mario Balotelli, entrato nell’ultima mezz’ora, un solo pallone giocabile di testa quando ormai la gara era all’epilogo. Quella sera al fianco di Caracciolo, punto fermo della difesa nerazzurra, c’era Marco Varnier che potrebbe saltare la gara di domani. Ma nella sera del Brianteo i meriti per aver concesso poco vanno divisi con Lisi e Birindelli che limitarono le scorribande sulle fasce di Donati e Barillà, ma anche Belli e Beghetto si fecero rispettare a gara in corsa. Per confermare i progressi in difesa (8 clean sheet nelle ultime 16 gare, dove il Pisa ha subito appena 14 gol) bisognerà superare l’esame di domani a pieni voti. —
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