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Pisa

Mastinu si prende finalmente la scena: esperienza e talento dopo il lungo rodaggio

Massimo Berutto
Mastinu si prende finalmente la scena: esperienza e talento dopo il lungo rodaggio

Alla prima da titolare è stato decisivo nella partita di Ascoli Fino a quel momento aveva giocato solo spezzoni

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PISA. Se capita una volta probabilmente è una coincidenza, se accade di nuovo può sembrare una fortuna sfacciata, ma se si verifica sistematicamente, allora è indubbiamente un merito. Giuseppe Mastinu è solo l’ultimo di una lunga serie di calciatori lanciati in orbita negli ultimi due anni e mezzo da Luca D’Angelo proprio nel momento in cui si sono dimostrati in grado di fare la differenza. Ad Ascoli gol ed assist all’esordio da titolare per l’ex spezzino dopo tre minuscoli spezzoni. I primi segnali positivi nella gara con l’Empoli, sfiorando la traversa. Talento ed esperienza sono le doti di un rifinitore puro dal fatato piede sinistro, che ha riportato Marconi al gol di testa. Caratteristiche ben diverse da quelle di Vido, Sibilli, Gucher, Soddimo o Siega.

La presenza del fantasista sardo nella formazione anti-Ascoli era tutt’altro che inattesa. Ormai conosciamo bene D’Angelo: è riconosciuta la sua abilità (di concerto con i suoi collaboratori) di tenere sotto controllo l’intera rosa, captando progressi e momenti di stanca di ciascun componente per orientare le proprie scelte dal primo minuto e a partita in corso, rintracciando le fiamme che covano sotto la cenere. Emblematica la scorsa stagione dei 20 diversi marcatori, 16 dei quali autori di una o due reti. L’estrema dimostrazione della capacità di reperire praticamente un goleador diverso in ogni partita, senza affidarsi solo al cannoniere Marconi o a Masucci, Vido e Lisi.

Nel Pisa tutti i calciatori hanno la loro chance (anzi più di una), perché nessuno è arrivato per caso, ma ciascuno deve attendere il proprio turno. Raramente un nuovo acquisto trova un’autostrada verso una maglia da titolare, a meno che non colmi una lacuna tattica, come nel caso di Andrea Beghetto, unico mancino per la posizione di terzino sinistro, o di Benedetti e Caracciolo, chiamati a puntellare la retroguardia rispettivamente nei due precedenti mercati invernali.

Il gruppo viene sempre prima del singolo e chi è già qui gode di una momentanea precedenza rispetto a coloro che devono assimilare come si gioca nel Pisa. Mastinu ha aspettato un mese abbondante. Persino Gori, che tornava in una squadra dove era stato inamovibile per due stagioni, è partito dalla tribuna (con il Brescia) e ha assistito ad una gara dalla panchina (a Chiavari), prima di riprendere.

Mastinu in parte ha ripercorso la parabola dell’omonimo Giuseppe Sibilli, il cui impiego è stato centellinato fino alla definitiva esplosione. L’ex Albinoleffe infatti ha giocato solo 29’ melle prime 5 giornate. Un periodo di preparazione che ha predisposto il figlio d’arte a lasciare il segno con il gol-vittoria a Reggio Calabria. Poi ancora due settimane in panchina e quindi di nuovo gettato nella mischia, subentrando in modo convincente all’andata contro l’Ascoli. L’antipasto della prima gara da titolare, con assist per Palombi, nel match con il Pordenone. In gol a Lecce. Solo un infortunio è riuscito momentaneamente a fermarlo.

Un piccolo capolavoro anche la gestione di Simone Palombi, inserito di settimana in settimana, saggiandolo più volte dal 1’ (con il Monza, a Reggio Calabria e per 90’ contro l’Ascoli) e facendogli sentire sempre la fiducia almeno nel finale, tranne soltanto la trasferta di Vicenza (complice l’inferiorità numerica), fino al gol liberatorio ai danni del Pordenone e al definitivo inserimento negli schemi offensivi. E così nel momento in cui Masucci si è infortunato, D’Angelo aveva già nell’ex laziale un’altra credibile spalla per Marconi, come confermato dalla doppietta a Monza. E che dire del giovane Alessandro Quaini, sorprendentemente, ma meritatamente titolare nelle vittorie sulla Reggiana e in Brianza? E ora tutti i riflettori sono puntati su Davide Marsura. —

Massimo Berutto

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