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Pisa e Vicenza, un incubo nerazzurro ma anche ai biancorossi non andò bene

Massimo Berutto
Pisa e Vicenza, un incubo nerazzurro ma anche ai biancorossi non andò bene

Quattro anni fa i veneti fecero piombare nel baratro la squadra allenata da Gattuso ma retrocessero a loro volta

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PISA. Da quattro anni nell’immaginario nerazzurro il Vicenza è la squadra che, superando il Pisa di Gattuso, lo fece precipitare in C nei primi mesi della presidenza Corrado. Spesso però non si sottolinea cosa accadde dall’altra parte della barricata. In Veneto hanno poco da rallegrarsi per quel ricordo, perché anche la compagine biancorossa retrocesse. Il sodalizio rossocrociato, grazie a Corrado e soci scampò ad un probabile fallimento, mentre il Vicenza nel giro di un anno si ritrovò in esercizio provvisorio e la società attuale è nata dalla trasformazione della Virtus Bassano. Il salvatore dei veneti è Renzo Rosso, cofondatore del marchio Diesel. Curioso il testa a testa a suon di patrimoni personali con il nuovo patron nerazzurro Alexander Knaster, battuto dal collega per 2,2 miliardi di dollari contro 2,5. La differenza sembra irrisoria, di “soli” tre decimi, ossia 300 milioni, che noi umili mortali non guadagneremmo in 300 vite.

ZONTA A VICENZA

Se da noi ancora non si dimentica il raddoppio fallito da Manaj e il decisivo rigore causato da Zonta (per il 2-1 finale), a Vicenza probabilmente quella vittoria e quell’annata non hanno nulla di memorabile. Non deve sorprendere quindi che Loris Zonta militi da tre stagioni proprio nella rinata Lanerossi, provenendo oltretutto dall’organico del Bassano, formazione della sua città natale.

GUCHER E SIEGA

Il Vicenza, che avendo prevalso nello scontro diretto con i nerazzurri era salvo alla fine della trentesima giornata, venne poi beffato dalla rimonta della Ternana, che si trovava ancora più indietro in classifica rispetto al Pisa.

Nel Pisa due ex vicentini hanno condiviso la retrocessione: Robert Gucher e di Nicholas Siega. L’austriaco, dopo essere stato protagonista della doppia promozione del Frosinone, nei 6 mesi trascorsi in Veneto completò l’immediata doppia discesa di nuovo in C. Quindi passò al Pisa (stagione 2017-18) e, come la squadra rossocrociata, probabilmente pagò l’onda lunga della delusione. La rivincita sotto la gestione di Luca D’Angelo ed il ritorno ad essere un corteggiato uomo-mercato. All’andata una doppietta da ex allo stadio Menti.

Siega nel 2016-17 era all’esordio in B, rovinato pure da un lungo infortunio muscolare, che tenne ai box il calciatore novarese da dicembre 2016 a metà aprile 2017. Il rientro nelle ultime sei giornate, pur nel tracollo generale, gli consentì di conservare la categoria trasferendosi al Cittadella.

DE VITIS, DI CARLO

E MASTINU

Retrocessione anche per De Vitis, nel Latina, ma come Gucher un destino di gloria sotto la Torre pendente. Ricordi non particolarmente lieti di quell’annata pure per Domenico Di Carlo, attuale tecnico della Vicenza. Allora era alla guida dello Spezia che, nel derby allo stadio Picco con un già retrocesso ma orgoglioso Pisa, fallì il rigore della vittoria con Granoche. Gli aquilotti liguri, tra i quali era titolare Giuseppe Mastinu, furono così costretti ad affrontare i playoff dall’ottava posizione, immediatamente eliminati dalla futura promossa Benevento. —

Massimo Berutto

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