Il presidio
Birindelli, che gol! La capolista Empoli rischia molto ma si salva con Zurkowski
I nerazzurri mettono alle corde la squadra più forte del campionato e sfiorano più volte il raddoppio
Antonio Scuglia
Pisa. Un po’ d’amarezza in bocca può rimanere, per l’ennesima rimonta subìta (anche se solo di un gol) dopo essere arrivati a un passato dal chiudere il match con il legno di Palombi e la respinta di Brignoli a tu per tu con Vido. Ma sarebbe un errore rimanerci male, perché il pareggio di ieri è giunto al cospetto di un avversario che è molto più forte di tutti gli altri, un po’ come il Benevento l’anno scorso.
La bellissima sgroppata di Birindelli che al 35’ ha portato in vantaggio il Pisa è stata un po’ il riassunto del derby: l’Empoli, ricco non solo di nomi ma anche di organizzazione e di fame, che veniva avanti a ondate, il Pisa guardingo ma non arrendevole e pronto a verticalizzare appena riconquistata palla, in quel caso con Siega sul terzino avversario Parisi, che poi si è vendicato al 76’ offrendo a Zurkowski il pallone dell’1-1.
E la gara di ieri chiudeva un trittico terribile, contro le prime della classe: una vittoria e due pareggi sono un bilancio che ci dice chiaramente quanto stia crescendo la squadra di Luca D’Angelo.
4-3-1-2 lo schieramento di entrambe le squadre, ma con caratteristiche diverse: il Pisa di solito prova di più a imporre il suo gioco, ma ieri affrontare l’avversario in campo aperto sarebbe stato un suicidio. Bene ha fatto quindi la squadra nerazzurra a serrare i ranghi, a costo di lanciare qualche pallone lungo di troppo. I 43 gol segnati dall’Empoli sino a ieri, quasi due a partita, la dicevano lunga sulla capacità degli uomini di Dionisi di rendere velenosa ogni palla che piombava nelle aree avversarie. E in effetti anche all’Arena per diverse volte l’ispirato Mancuso ha avuto l’occasione di impensierire Gori, e come lui anche Haas; per fortuna sia La Mantia, sia Moreo e il suo “erede” della ripresa, Bajrami, sono stati contenuti bene dalla difesa nerazzurra.
L’ultima annotazione riguarda l’arbitro: al netto di una o due situazioni dubbie (ma in B non c’è il Var) il signor Manganiello è riuscito a chiudere il derby senza sventolare cartellini, e sì che le due squadre e i due club non si vogliono bene. Complimenti, a lui per la direzione e anche ai giocatori perché ci sono state durezze e occhiatacce ma non manfrine e provocazioni. Ora per il Pisa arrivano tre partite in pochi giorni: la gara casalinga col Vicenza sabato prossimo, poi a tambur battente la trasferta di Ascoli e la sfida all’Arena con la Reggina. Se la concentrazione e la grinta saranno le stesse delle ultime gare, ci divertiremo. La classifica è corta, la salvezza è ancora da conquistare ma i playoff non sono più un sogno. —
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