Due partite e zero gol al passivo: l’infortunio alla spalla è solo un ricordo
PISA. Si dice spesso che il portiere più forte è quello che per novanta minuti fa da spettatore e poi al momento decisivo sfodera la parata decisiva per il risultato. Stefano Gori queste caratteristiche le ha nel dna.
Lo ha dimostrato nelle due stagioni precedenti, lo ha confermato in queste ultime due partite. Due tiri subiti contro la Reggiana, non troppo insidiosi, ma due parate sicure e tanti urli da vero padrone della retroguardia. Contro il Frosinone la parata su Novakovich è stata molto più difficile ed è servita ad evitare la beffa. In queste due partite Gori si è ripreso il Pisa con il carattere e la forza dei nervi distesi. Doti fondamentali per un portiere che si carica sulle note degli Ac-Dc. Non era facile tornare titolare, visto le buone prestazioni di un Perilli che era in crescita, e un infortunio alla spalla che lo ha tenuto sei mesi lontano dal campo dopo il suo passaggio alla Juventus. Tornare a San Piero prima e all’Arena poi è stato come tornare a casa. D’Angelo è stato bravo a inserirlo gradualmente. Prima in tribuna con il Brescia e poi in panchina a Chiavari con l’Entella. Alle prime due occasioni ha risposto presente. Da vero leader. –A. C.
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