Il presidio
Un inizio da brividi ma poi è solo Pisa Perilli stoppa il Brescia, Lisi lo punisce
Tre punti importantissimi all’Arena per i nerazzurri che colpiscono anche due legni con Marconi e De Vitis
Antonio Scuglia
Pisa. Nei primi cinque minuti abbiamo ballato come un piccolo battello in una grossa tempesta, diciamolo pure. Gucher che si è trasformato in paratia stagna dopo settanta secondi, infrangendosi anche sul palo per non far segnare Martella (poi Lisi allontana), e Perilli che ha tolto dalla porta un gol già fatto sul tiro di Dessena, hanno evitato che Pisa-Brescia diventasse una fotocopia di Pisa-Cittadella o di Spal-Pisa.
Le partite però durano 95 minuti (più o meno), non cinque. E dopo la doppia paura la squadra di D’Angelo ha preso campo e misure, si è scrollata le paure di dosso ed ha iniziato a ingranare. Il gol di Lisi al 21’, la traversa di Marconi al 33’, il palo e poi il clamoroso tocco fuori di De Vitis quattro minuti dopo sull’involontario e imprevedibile assist e se stesso sono stati accompagnati da una prova ordinata e agonisticamente intensa di tutta la squadra sino al fischio finale.
E gli avversari? Sulla carta sono molto più forti. Ma sono come un’auto moderna tutta elettronica e computerizzata: quando funziona bene va che è una meraviglia, ma se basta che si fulmini una lampadina per farla impazzire. Annunciati con la difesa a tre, hanno giocato quasi a specchio con il Pisa perché Martella faceva sì tutta la fascia sinistra, ma partendo da terzino. In avanti Aye è stato lasciato troppo solo: il rapido Spalek aveva buoni spunti ma non si intendeva con i compagni, Jagiello incideva poco. E tutta la squadra non doveva sentirsi molto confortata dalle indicazioni di Dionigi che la prendeva costantemente a male parole.
Il 4-3-1-2 del Pisa è risultato molto più oliato, grazie anche alla crescita di diversi giocatori. Lisi riportato a destra, la fascia del piede “forte”, ha sfruttato bene gli spazi e soprattutto nell’occasione del gol si è trovato avvantaggiato dal poter partire dalla sua direzione naturale. De Vitis ha giocato per due, facendo da play basso ma anche da terzo centrale difensivo quando c’era bisogno. Sibilli in attacco svariava da destra a sinistra come un parlamentare, oltre a fare il trequartista in diverse circostanze. E Vido è stato un tuttocampista di assoluto spessore. Davvero non male.
Solo nell’ultima mezz’ora di gioco il Brescia ha provato ad alzare il baricentro, prima con i contemporanei ingressi di Donnarumma, Labojko e Bisoli, poi con quelli di Ghezzi e (infine) di Fridjonsson. Indubbiamente ha costretto il Pisa a rinculare e anche a passare alla difesa a cinque; però non ha costruito occasioni, a parte due punizioni dal limite di Martella (la seconda inventata dall’arbitro, per un mani di Benedetti che era stato spinto da Fridjonsson) e, all’86’, una bella invenzione di Donnarumma dentro l’area a sinistra, quasi sul fondo, con Perilli bravo a smanacciare un pallone che stava per diventare pericolosissimo.
Per il Pisa è stata una vittoria meritata quanto pesante. I playout distano ben sette punti: è vero che oggi c’è Pescara-Cremonese e lunedì toccherà alla Reggiana (peraltro sul difficile campo di Ferrara), ma tutte e tre queste avversarie nella lotta per la salvezza hanno disputato lo stesso numero di gare del Pisa che deve recuperare il match casalingo con il Frosinone. Venerdì prossimo intanto c’è la trasferta in casa dell’Entella, una importantissima prova di maturità.
Ieri in tribuna, insieme a Gori e all’infortunato Masetti, c’era anche Christian Tommasini, il nuovo acquisto che verrà ufficializzato nelle prossime ore; alla luce dell’infortunio muscolare di Belli può darsi che venga fatta una nuova mossa sul mercato. —
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