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Nuova Arena e proprietà del Pisa, si scalda il filo diretto con Londra
Il magnate russo Knaster approfondisce lo studio dei bilanci e del progetto stadio Una quota delle azioni della società potrebbe passare alla piattaforma Tifosy
Francesco Loi
Andrea Chiavacci
PISA. Da Londra a Pisa rimbalzano conferme. L’interesse intorno al progetto della nuova Arena è reale e conduce al nome del magnate russo, dal 2009 con cittadinanza britannica, Alexander Knaster. È il restyling dello stadio il business e si porta dietro anche l’ipotesi di cessione della maggioranza del Pisa Sc. Due affari che si intrecciano. A tessere la trama del rapporto con Knaster è Alessandro Pasquarelli di Yard, advisor del Pisa Sc nell’operazione stadio. Questo è da tempo l’obiettivo primario: trovare facoltosi finanziatori per la nuova Arena dopo che è di fatto saltata l’opzione dell’apporto decisivo di fondi pubblici, a cominciare da Invimit. E il finanziere di origini russe, con un patrimonio personale stimato intorno ai 2,2 miliardi di dollari, corrisponde decisamente all’identikit.
I rumors londinesi accreditano la pista. Il Sole 24 Ore, il principale quotidiano economico italiano, ha dedicato un articolo a questa operazione. Anzi, la ritiene così possibile da sostenere una svolta positiva nell’arco di un paio di settimane. Un’accelerazione tale da mettere nelle mani di Knaster il progetto stadio. Il miliardario Knaster è il fondatore di Pamplona Capital, private equity con sede a Londra che in Italia è azionista della Octo Telematics; e in passato è stato anche socio di Unicredit (con il 5per cento).
Da Londra, ma anche da Genova, sono certi che al fianco di Knaster ci siano gli stesso soggetti che nei mesi scorsi avevano tentato, senza riuscirci, di comprare la Sampdoria. Dunque, l’ex campione di Sampdoria, Juventus e Chelsea Gianluca Vialli, e Fausto Zanetton, che insieme a Vialli ha fondato Tifosy, piattaforma di crowdfunding per il finanziamento delle società di calcio. Con loro l’ex direttore finanziario della Juventus Marco Re, oggi a capo della filiale italiana di Tifosy, che ha la sede proprio a Londra.
Resta da capire se Knaster sia da solo o dentro un gruppo più grande che, da Londra, si occupa di show business. È certo che l’operazione stadio muove dall’interesse per la vicinanza dell’Arena a Piazza dei Miracoli e alla Torre pendente. Piace anche che Pisa sia una vivace realtà universitaria. Tutti aspetti che però l’emergenza Covid ha frenato e limitato, in un orizzonte che resta incerto. Infatti i tempi si sono allungati, anche se ora il magnate russo sembra voler recuperare.
L’operazione stadio si lega anche al pacchetto azionario del Pisa Sc. Ora però si tratta di far tornare le cifre. In ambienti finanziari con riflessi sul calcio da tempo giravano voci sull’intenzione di Enzo Ricci, socio di maggioranza della società nerazzurra, di cedere le sue azioni. Ma si parlava anche di una stima piuttosto elevata. A Knaster interessa anche il lato sportivo, come dimostra il tentativo per la Sampdoria.
Se i numeri coincideranno, questa può essere l’occasione. Lo scenario più ipotizzato, in caso di conclusione dell’affare, è che il magnate russo rilevi il 75 per cento delle azioni, quelle di Ricci e Paletti. Giuseppe Corrado manterrebbe il resto. Ma una parte potrebbe andare a Tifosy. —
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