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Coesione, tecnica, corsa e contropiede micidiali È questo il Pisa di D’Angelo
Dai quattro gol presi a Ferrara, al tris servito in casa di un’altra big una completa metamorfosi dei nerazzurri nel giro di due settimane
L’ANALISI
La prima volta del Pisa a Lecce è una sinfonia di grande calcio per la serie B. Incredibile come questa squadra sia riuscita ad effettuare una metamorfosi nel giro di due settimane. Dai quattro gol presi a Ferrara, al tris servito in casa di una pretendente alla A.
Una delle chiavi del successo è il rilancio di uno degli uomini fin qui più in discussione, ovvero Danilo Soddimo: non solo ha sbloccato la partita ma ha finalmente regalato giocate di classe come quella per il 2-0 a Gucher. Soddimo ha fatto quello che tutti a Pisa si attendevano da quasi un anno. Ha dato qualità e quantità, è andato a recuperar palla e ad avviare l’azione dal basso regalando ampiezza alla squadra. Gucher invece non è certo nuovo a imprese del genere. Il gol dalla distanza è il terzo dopo la doppietta di Vicenza. Ma questa non è la vittoria dei singoli ma del gioco di squadra contro la supponenza calcistica del Lecce che inizialmente lasciava in panchina due pezzi da novanta come Mancosu e Coda.
Ma con un Pisa del genere potevano fare ben poco anche dal primo minuto. Corini, che ha seguito la partita da casa dopo la positività al Covid-19, si sarà certo fatto sentire attraverso il vice Lanna. Ma i meriti sono tutti del Pisa.
In questo successo c’è coesione, tecnica, corsa e contropiede micidiali. C’è tutta la voglia di riemergere di Luca D’Angelo. L’allenatore anche stavolta le ha azzeccate tutte. A cominciare dall’aver invertito sulle fasce Belli e Pisano. Il primo a sinistra e l’altro a destra non hanno mai sofferto. Due scelte più conservative, e alla fine vincenti, rispetto ai più offensivi Birindelli e Lisi. Stavolta il possesso palla in fase difensiva è apparso più brillante e sicuro e a centrocampo ha dominato con un Marin tornato a livelli altissimi e un De Vitis che ha messo ordine ed esperienza. Stavolta è scattata alla grande la trappola del fuorigioco con Stepinski e compagni che finivano spesso alle spalle della difesa nerazzurra con Caracciolo e Benedetti sempre più sicuri davanti a Perilli. La squadra non subisce gol da tre partite e 309 minuti. Anche quella di continuare a puntare su Perilli dopo un periodo difficile sembra un’altra scelta giusta.
Ma la vera mossa vincente di D’Angelo è stata quella di riportare Vido al ruolo di attaccante. L’ex Milan è stato a tratti devastante e dopo aver mancato il successo personale ha fatto felice Sibilli con un assist al bacio. L’attaccante napoletano pescato in C non è ormai una sorpresa. Entra al posto del suo grande amico Soddimo e segna al primo pallone toccato. —
Andrea Chiavacci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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