Italia
Pisa, nuovi equilibri e giocatori duttili alla base della ripresa dopo la falsa partenza
Contro il Pordenone la presenza di due attaccanti laterali ha aiutato anche a migliorare la protezione delle fasce
PISA
Le fortune di una squadra non sono mai legate al modulo: ogni sistema di gioco, se ben interpretato, si può mascherare in tutti gli altri schemi. Una dimostrazione è arrivata sabato, quando D’Angelo ha sorpreso tutti collocando Vido dietro Sibilli e Palombi. Il mister non smette mai di sperimentare, alla ricerca della migliore collocazione tattica per i suoi giocatori.
FALSO NUEVE
Un potenziale numero 9 come Vido in posizione di falso nueve alle spalle di due punte esterne. La medesima potenza d’urto di un 4-3-3, con l’aggressione ai fianchi della non mobilissima difesa friulana, pur nel rispetto del 4-3-1-2. Cioè lo schema usuale rimodulato sulle caratteristiche degli interpreti. Sibilli e Palombi hanno valorizzato questa strategia, costruendo in tandem il gol-partita nella ripresa, dopo averci provato quasi allo stesso modo nel primo tempo.
NUOVI EQUILIBRI DIFENSIVI
La presenza di due attaccanti laterali ha inciso anche sulla fase difensiva, migliorando la protezione delle corsie esterne.
In questo modo il Pisa, contro un Pordenone di indubbio valore, si è potuto permettere due mezzali offensive come Gucher e Mazzitelli, arretrando Marin nei più congeniali compiti di scudo davanti alla retroguardia.
Sarà un caso ma con questo assetto, pur di fronte ad un’avversaria di rango, i nerazzurri non sono incorsi in squilibri come invece era accaduto contro il Cittadella, ad Empoli o in casa della Spal, anzi per la prima volta hanno mantenuto inviolata la porta di Perilli, regalando una soddisfazione all’estremo difensore, per di più al cospetto di una sua ex squadra. Utilissimi anche i decentramenti di Caracciolo.
D’Angelo saggiamente da qualche gara lo sta collocando sul centrosinistra dell’area, ossia dalla parte di Lisi, lato debole sotto il profilo difensivo. Benedetti, liberato da questi compiti dinamici, sul centrodestra ha ritrovato sicurezza e qualità di prestazione. Un altro piccolo grande ritocco tattico che sta incidendo positivamente sull’economia della squadra.
LA VARIABILE SIBILLI
Una risposta è giunta a chi già avanzava il sospetto che Sibilli non fosse collocabile tatticamente nella formazione iniziale. Anzi il calciatore napoletano è il più duttile fra gli elementi offensivi a disposizione di D’Angelo e quello che più di altri consente al mister di “mascherare” e riadattare il 4-3-1-2. A Salerno e a Reggio Calabria il mister ha piazzato l’ex Albinoleffe come mezzala destra con licenza di allargarsi.
La concomitante presenza di un trequartista pronto a riequilibrare sulla sinistra (Soddimo o Vido) è bastata per riconvertire il 4-3-1-2 in una sorta di 4-2-4, utile per il gol della bandiera in Campania e per il ribaltamento del punteggio in Calabria. In Pisa-Ascoli invece Sibilli ha aumentato in modo decisivo la potenza d’urto del Pisa dalla posizione di mezzala sinistra, agendo prevalentemente nella fascia centrale del terreno verde, quasi come il rifinitore in un 4-2-3-1. Sabato scorso è tornato al più abituale compito di attaccante, continuando a far impazzire la difesa avversaria di turno.
MAZZITELLI MEZZALA O CENTRALE?
Il centrocampista romano contro il Pordenone ha ripreso la posizione di mezzala, mostrandosi a proprio agio in mansioni più familiari e più dinamiche, sebbene non mostri né lo sprint dell’incursore, né il tocco fantasioso del rifinitore. Nelle precedenti partite D’Angelo ha provato su di lui la conversione opposta a quella operata su Gucher nella scorsa stagione: lo ha collocato davanti alla difesa, in una zona dove può fare la differenza l’abbinamento fra tecnica e fisicità. Come accaduto con successo nei confronti dell’austriaco, ogni metamorfosi ha bisogno del suo tempo di digestione. La squalifica di Marin, abbinata alle precarie condizioni fisiche di De Vitis, probabilmente offrirà stasera a Mazzitelli una nuova chance a presidio della retroguardia. —
Massimo Berutto
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