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una partita speciale 

Contro i bianconeri (1-0) l’ultima gioia all’Arena

Massimo Berutto
Contro i bianconeri (1-0) l’ultima gioia all’Arena

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PISA

Da Pisa-Ascoli a... Pisa-Ascoli. Dopo la vittoria sui marchigiani (l’ultima ottenuta all’Arena Garibaldi in campionato) i nerazzurri sono entrati in un tunnel di delusioni da cui devono assolutamente uscire battendo un’altra volta i bianconeri. Era il 27 luglio quando Nicholas Siega segnò la rete che alimentò il sogno-playoff a 90’ dalla conclusione della stagione regolare. In quel momento gli uomini di D’Angelo erano una macchina da guerra fra le mura amiche, al sesto successo interno consecutivo, sebbene le ultime 5 sfide casalinghe fossero state disputate senza il sostegno del pubblico. Il trend complessivo si invertì bruscamente fin dalla sfida conclusiva di Frosinone e da allora il Pisa ha inanellato quasi soltanto amarezze. In casa due pareggi (con Cremonese e Monza) e l’ultima pesante sconfitta con il Cittadella (1-4). Curiosamente sarà il terzo Pisa-Ascoli consecutivo disputato a porte chiuse. Indimenticabile la vittoria del 2016, per 2-1 (grazie ai gol di Lores Varela e Verna) festeggiata dalla squadra e da mister Rino Gattuso salendo sugli spalti della Curva Nord, per salutare i tifosi che anche da fuori avevano garantito un incessante incitamento. Allora Pisa con i suoi beniamini lottava contro una società inadempiente, godendo, almeno inizialmente, di risultati soddisfacenti sul rettangolo di gioco prima di un crollo verticale verso la retrocessione in C. La situazione opposta a quella attuale, con una proprietà solida e una classifica che langue, ma che può e deve migliorare. «Non posso perdere l’occasione di continuare a lavorare in una squadra e in una città come queste», ha sottolineato sabato sera mister Luca D’Angelo parlando con il cuore in mano, consapevole del destino che tocca agli allenatori quando i risultati continuano a non arrivare. «Non è la situazione più difficile che ho vissuto in carriera, perché ho guidato squadre scarse in società meno forti di quella attuale». La grinta, autentica perché espressa senza usare parole ad effetto da un allenatore emerso faticosamente ma con merito dal basso, deve essere la molla per difendere con le unghie una categoria, troppe volte sfuggita al Pisa nel recente passato. –

Massimo Berutto

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