Il Tirreno

Pisa

antonio scuglia 

Rischia Luca D’Angelo? No, adesso rischiano tutti

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La delusione dei tifosi è grande, grandissima per le figurette rimediate nelle ultime due gare. Prima di esse si poteva parlare di un inizio deludente e di una fase difensiva nettamente insufficiente, ma il doppio poker subìto contro Cittadella e Spal apre altri scenari.

Fra questi, però, diversamente da quanto molti pensano, almeno nell’immediato non c’è l’esonero dell’allenatore. E non per una questione di debiti morali: la società non ha nessuna intenzione di “retrocedere per riconoscenza”. Ma per una serie di ragionamenti molto tecnici e molto concreti.

D’Angelo può avere sbagliato delle valutazioni, ma può fare ancora molto per il Pisa. Da qui alla sosta, salvo novità imprevedibili, non è lui che deve riconquistare la fiducia dell’azienda, bensì i giocatori. Fronde interne? Malumori espressi in campo? No, non ce ne sono. C’è purtroppo - ed è molto più grave - una condizione generalizzata di forma precaria, non fisica ma mentale.

Buona parte della squadra, senza accorgersene, si è seduta dopo la fine dello scorso campionato presumendo di essere più forte di quanto sia in realtà. Il Pisa però, per valori tecnici, non è una big: nelle ultime due stagioni ha fatto bene - anzi benissimo - perché ogni singolo giocatore riusciva a dare il 100%, mai il 90, mai l’80, delle proprie possibilità e sopperiva con lo spirito di sacrificio alle proprie lacune. Da settembre in poi non è stato così, e quindi sono in molti, se non cambiano registro, a rischiare di essere messi da parte quando, a gennaio, il club tornerà sul mercato come è successo un anno fa e due anni fa. —

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