Il Tirreno

Pisa

i problemi tattici 

Troppi rischi non pagano quando l’avversario è un team di rango

Massimo Berutto

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PISA

Lisi in difesa, tre punte di ruolo (Vido, Masucci e Marconi) distribuite fra la trequarti e la prima linea, e tre mezzali offensive (Gucher, Mazzitelli e Siega) in mezzo al campo: il Pisa può permettersi di rischiare così tanto di fronte ad una formazione quotata come il Cittadella? Sembra una domanda retorica dopo un eloquente 1-4, sebbene sul pesante punteggio abbiano inciso anche gli errori individuali e le distrazioni sulle palle inattive.

I PIANI DELLA VIGILIA

I progetti iniziali di D’Angelo erano chiari: costringere i veneti sulla difensiva pressandoli con molti uomini, creando presupposti per occasioni da rete, ed intanto proteggere il reparto arretrato, tenendo la palla lontana dalla propria metà campo. Ovviamente però il rischio è che siano gli avversari a riuscire in questa strategia, imponendo di arretrare a calciatori nerazzurri poco portati alla fase di copertura. Ciò che puntualmente è accaduto.

UNO CONTRO UNO

Emblematico il primo gol, nato da una rimessa laterale: Gargiulo ha superato nettamente il diretto avversario Gucher depositando in rete. Una condizione che si è ripetuta altre volte durante la gara, evidenziando i problemi dell’austriaco a fronteggiare una mezzala di ruolo molto dinamica. Accanto all’ex Frosinone ha sofferto anche Birindelli, incapace di dargli supporto. La stessa situazione che si è verificata ad Empoli, dove la medesima catena di destra è stata presa letteralmente d’assalto dagli azzurri locali.

POSSIBILE CONTROMOSSA

Mantenendo il modulo, esiste il modo di proteggere i due binari. La riprova allo stadio Castellani, dove il fronte sinistro è stato meno esposto alle scorribande, grazie alla presenza di Marin a protezione di Lisi. Sabato scorso invece l’esterno romano non ha trovato il medesimo supporto da Siega, a svantaggio di Caracciolo.

DA LUGLIO AD OGGI

Siega e Gucher comunque non sono i responsabili di un assetto poco equilibrato: erano le due mezzali anche 5 mesi fa, quando il Pisa, ancora con il centrocampo a rombo, si impose 2-0 sul Cittadella. Quali differenze possono aver prodotto un risultato completamente diverso? Il reparto mediano era imperniato su De Vitis, all’occorrenza quasi un quinto difensore persino se schierato davanti alla retroguardia, che allora presentava Varnier e Gori. Sabato scorso, come a Empoli, è stato sostituito inizialmente da Mazzitelli, altro interno offensivo, pur tenace e determinato. A luglio D’Angelo fu più prudente anche sulla trequarti, puntando su Minesso, abile a dar man forte al centrocampo schermando il metodista avversario. Ben diverse le caratteristiche di Vido, che si è smarrito quando è stato costretto ad arretrare, soprattutto dopo il rosso a Benedetti. —



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