Italia
In arrivo dieci partite ad un ritmo insostenibile
Dopo le 5 trasferte nei primi 7 turni di campionato, dal 5 dicembre in poi il Pisa giocherà praticamente ogni 3-4 giorni
PISA
Per fortuna il tremendo meteo della costa jonica calabrese, che a Crotone ha causato danni e terrore, non ha toccato Reggio, e dal punto di vista logistico la trasferta del Pisa, a parte lo sbigottimento del cassiere per la spesa inusitata, non ha portato altri danni. La squadra nerazzurra dopo la gara ha pernottato in zona e rientrerà oggi in città.
Di certo il calendario, anche causa gli imprevisti dettati dal Covid, è stato e sarà particolarmente bizzarro oltre che sfavorevole. Delle sette partite giocate sinora, compresa quella di ieri sera, ben cinque sono state disputate lontano dall’Arena ed ora se ne presentano ben dieci da qui al 3 gennaio prossimo. L’unica “isolata” è quella di sabato 28 novembre alle ore 14 quando il Pisa riceverà la visita del Cittadella. Poi sei gare in 17 giorni, qualcosa di pazzesco: sabato 5 dicembre ore 14 Spal-Pisa, martedì 8 dicembre Pisa-Ascoli (recupero della 7ª giornata) e per il resto andiamo a spanne perché giorni ed orari precisi non sono stati ancora comunicati, ma al momento abbiamo: 12 dicembre Pisa-Pordenone, 15 dicembre Pisa-Pescara, 19 dicembre Lecce-Pisa, 22 dicembre Pisa-Chievo Verona, 27 dicembre Cosenza-Pisa, 30 dicembre Pisa-Frosinone, 3 gennaio Venezia-Pisa.
Ora, non possiamo fare a meno di chiederci: è ammissibile - non per il Pisa, ma per tutti, o meglio per la regolarità del campionato e per la salute dei giocatori - che in un calendario così denso come quello di un campionato a 20 squadre ed iniziato un mese dopo la date consuete, che ci siano tante soste per le nazionali e che a queste, sommate alle molte gare “jolly” rinviate per Covid, facciano da contraltare tanti turni infrasettimanali, d’inverno per di più? Badate bene, qui non stiamo facendo i piangina. Non è che si adombri chissà qualche congiura di palazzo contro il Pisa, qualche “non cielo dicono”. Stiamo solo considerando che così non va. Perché tra soste e rinvii, poi si vanno a causare degli ingorghi di partite che fanno aumentare il rischio di infortuni, abbassano il livello tecnico e quindi lo spettacolo, creano problemi organizzativi a volte quasi insolubili e aumenti di spese che fanno a pugni con la necessità di far quadrare i bilanci, a maggior ragione dovendo fare e mano degli incassi del botteghino.
E se le rose della serie A sono sufficientemente lunghe da non sconvolgere i piani delle squadre, a parte le big che ad ogni sosta-nazionale vedono partire per l’Europa e il mondo anche 8-10 giocatori, quella della serie B non sono così cospicue. —
a.sc.
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