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L’appello della Lega B «Non lasciate morire il calcio degli italiani»
VICENZA
Al Menti, come negli altri campi cadetti, la gara di ieri è stata preceduta dalla protesta annunciata dalla Lega B: i dipendenti dei club ospitanti hanno esposto nelle gradinate uno striscione con scritto “Non lasciate morire il calcio degli italiani”.
La Lega B, spiega il presidente Mauro Balata, «scende in campo per difendere le proprie società che senza provvedimenti governativi rischiano di chiudere. Lo fa pensando principalmente alla tutela di quei dipendenti, fornitori, collaboratori, gestori di servizi, che vivono e sopravvivono con le loro famiglie, proprio grazie al calcio».
Al minor numero di ricavi dovuto alla mancanza di biglietteria, di sponsor e di altri introiti da stadio, infatti, fanno eco le maggiori spese dovute al rispetto del protocollo anticovid. «In assenza di provvedimenti governativi - spiega Balata - i club si ritrovano in seria difficoltà, con l’enorme rischio di dover interrompere per sempre la loro attività. E i primi a pagare questo caro prezzo sarebbero le decine di migliaia di famiglie che vivono con stipendi ‘normali’ grazie al calcio». — a.sc.
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