Dopo l’uscita dalla Coppa al Pisa resta l’amaro in bocca
A Chiavari si sono visti troppi errori sotto porta sia individuali che di posizione Serve un segnale forte da parte della squadra in vista del match a Vicenza
pisa
Il giorno dopo l’uscita dalla Coppa Italia il Pisa si interroga sui propri errori e resta con un pizzico di amaro in bocca per una gara dominata per 60 minuti e buttata via nel finale. Una sconfitta per 3-1 arrivata anche a causa di almeno due errori arbitrali, come aveva ribadito a caldo Luca D’Angelo. Un rigore netto negato a Sibilli ed un fallo ai danni di Belli in avvio dell’azione del secondo gol dei liguri.
Questi episodi però non devono rappresentare un alibi. Quando crei tanto e non concretizzi, e poi puntualmente alla prima occasione l’avversario la butta dentro vuol dire che qualcosa non va. Era già successo a Salerno e con il Monza. Non può essere un caso. Rispetto a Empoli però la squadra ha giocato bene, anche se il contesto è totalmente diverso. A Chiavari D’Angelo ha fatto turnover, ma la squadra messa in campo non era certo un Pisa due. C’erano tanti potenziali titolari e anche la Virtus Entella di Tedino ha preservato molti giocatori in ottica campionato. I 14 gol subiti tra Coppa e campionato sono più di un semplice campanello d’allarme. Non solo errori individuali, ma soprattutto errori di posizionamento. La squadra appena subisce un episodio a sfavore si disunisce e lascia praterie agli avversari.
È successo anche a Chiavari dopo il mancato penalty concesso, anche se qualche avvisaglia c’era già stata a inizio secondo tempo. I tre gol dei padroni di casa sono figli della poca attenzione. Un rigore trasformato da Mancosu per il tocco di mano di Pisano, la distrazione di Lisi, appena subentrato a Pisano, che spiana la strada a Brunori in occasione del raddoppio, e la troppa facilità con cui Cardoselli chiude la partita in contropiede. Nessuno può rimproverare l’impegno alla squadra, ma un po’ di scarsa lucidità in entrambe le fasi sì.
Qualcosa da salvare comunque c’è stato. Il ritorno in campo di Vido, che per l’occasione ha giocato trequartista alle spalle di Sibilli e Palombi. Una posizione che potrebbe essere utile anche per il campionato, visto che Vido è stato di gran lunga il migliore dei nerazzurri. Palombi si è sbloccato sotto porta, ma anche lui non ha convinto in pieno. Quando poi tutto va storto succede che perdi nel riscaldamento un giocatore importante per gli equilibri del centrocampo come Siega. Il numero 7 nerazzurro si è fatto male a una caviglia e D’Angelo ha deciso di lanciare Birindelli come mezzala. Un esperimento già provato durante le amichevoli pre campionato. Tutto sommato il giovane esterno che ha da poco debuttato nell’Under 21 non è andato male. Non era facile dopo la serataccia di Empoli, dove dalla sua parte Bandinelli e Terzic hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Questa è una delle novità tattiche della giornata, anche se D’Angelo per il momento non accantona quel 4-3-1-2 con cui aveva fatto grandi cose nel recente passato. Inutile nasconderci la squadra al momento è fragile a livello mentale e non riesce a durare per novanta minuti. Il tempo per rimediare c’è, ma bisogna correggere questi difetti in fretta. Sabato a Vicenza non sarà certo un bivio, siamo solo alla sesta giornata. Serve però un segnale forte. E soprattutto qualche punto per il morale e per la classifica. –
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