Italia
Calori: «Anima e trascinatore del Pisa Eravamo una banda e lui era il capo»
Nicola Ciotola: «Una notizia che ti spacca il cuore». Lo piange anche il campione del mondo Fabio Cannavaro, che giocava con lui nella Primavera del Napoli
PISA
Nell’universo Pisa Fabrizio Ferrigno lascia un ricordo indelebile tanto che l’attuale società ha chiesto alla Lega B di giocare con il lutto al braccio e osservare un minuto di silenzio prima di Salernitana-Pisa in programma domani. Ferrigno ha lasciato una traccia tangibile. Concreta.
Era uno di quelli che facevano di tutto per scendere in campo e non si fermavano al primo dolorino. Leader di uno spogliatoio dove di certo non mancavano elementi di personalità.
Ferrigno è stato un uomo che sapeva sacrificarsi, ma che viveva il calcio anche con il sorriso sulle labbra come ricorda al Tirreno Simone Calori, suo compagno di stanza in quella splendida annata 2006-07 fin dal ritiro di Pievepelago: «Fabrizio è stato l’anima e il trascinatore di quella squadra. Si fa fatica a pensare che non sia più con noi e il primo pensiero va alla famiglia. Non basterebbe un libro per raccontare gli aneddoti di quella stagione. Era trasparente, non riusciva a nascondere i propri sentimenti sia di felicità che di rabbia».
Anche per questo era amato da compagni e tifosi. «Eravamo una banda e lui era il capo banda – prosegue Calori –. Fabrizio è stata una di quelle persone che mi hanno cambiato in meglio la vita. Un amico vero e leale, sempre pronto allo scherzo».
Quel sorriso spontaneo di Fabrizio si vede anche in una bella foto postata dal pallone d’oro e campione del mondo 2006 Fabio Cannavaro su twitter: «Ciao amico mio, fai buon viaggio. Mi mancherai». Ferrigno e Cannavaro infatti hanno giocato insieme nella Primavera del Napoli.
«Eri un guerriero in campo e hai lottato come un leone», è invece il tweet del popolare giornalista di Sky Sport Gianluca Di Marzo che è stato amico di Ferrigno.
Tanti i messaggi di ex compagni e amici sulla pagina facebook di Ferrigno. Toccante quello di Daniele Chiarini, difensore di quel Pisa grintoso e vincente: «Ti ho visto giocare con le costole rotte, ti ho visto rincorrere in fase difensiva fino alla nostra bandierina, ti ho visto incitare i tuoi compagni con rispetto e ti ho visto mettere la squadra al primo posto. Mercoledì e giovedì a cena erano una costante. E che risate. E poi i festeggiamenti sui lungarni. Quante emozioni».
«Tu eri l’emblema di quella squadra», scrive su Facebook Emanuele D’Anna taggando il portiere Davide Morello. E molto toccante è il ricordo di Nicola Ciotola: «A volte la vita è ingiusta e crudele... Una notizia che ti spacca il cuore... Ho avuto la fortuna di essere un tuo compagno di squadra... Sei stato un esempio da seguire per me, grazie per tutti i consigli che mi hai dato per farmi migliorare... Resterai per sempre nel mio cuore... R.I.P., capitano».
A noi piace pensarlo ancora che corre esultante sotto la curva Nord e siamo sicuri che da qualche parte farà il tifo per il suo Pisa che martedì prossimo affronterà proprio il Monza. Anche se adesso il giorno perfetto ha lasciato il posto al giorno di dolore. —
Andrea Chiavacci
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