Il Pisa in lutto: è morto l'ex capitano Ferrigno
47 anni, combatteva contro un male che si è rivelato incurabile
PISA. Si è spento ieri sera l’ex capitano nerazzurro Fabrizio Ferrigno, all’età di 47 anni. Era ricoverato nell’ospedale di Catania, dove combatteva contro un male che si è rivelato incurabile. La notizia è partita dal sito internet zoom.it di Catanzaro, città nella quale Ferrigno era stato uno dei calciatori più amati, tanto da essersi guadagnato l’appellativo di “sindaco”.
Anche a Pisa Ferrigno era un vero idolo dei tifosi: «Capitano del Pisa vincitore dei playoff di serie C stagione 2006-2007 - così lo ricorda il club nerazzurro - e uomo simbolo di una squadra rimasta indissolubilmente legata alla memoria e al cuore di tutti noi. Il presidente Giuseppe Corrado a nome di tutta la società esprime le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscere e apprezzare Fabrizio Ferrigno. Addio Capitano, non ti dimenticheremo». Non è escluso che il Pisa chieda di giocare con il lutto al braccio sabato a Salerno.
Nato a Napoli il 30 giugno 1973, da calciatore era un centrocampista avanzato ed appese le scarpette al chiodo aveva iniziato la carriera di direttore sportivo: nel 2016-17, quando è stato dirigente della Paganese ha vinto il premio di miglior diesse di Lega Pro.[1][2]
Nella sua carriera di calciatore aveva militato in moltissime squadre: Castel di Sangro, Casarano, Reggina, Benevento, Acireale, Padova, Giulianova, Catanzaro, Juve Stabia e Pisa, totalizzando anche 71 presenze in Serie B con le maglie di Padova e Catanzaro (con i giallorossi calabresi è stato anche protagonista di una doppia promozione dalla serie C2 alla B) e in tutto 396 presenze e 41 gol fra i professionisti. In nerazzurro fu assoluto protagonista nella stagione 2006-07 con Braglia allenatore: 28 presenze, 8 gol e un carattere battagliero che lo rese davvero il simbolo di una squadra che vantava oltre a lui altri combattenti come Raimondi, De Simone, Braiati e Biancone solo per fare qualche nome.
Nel 2014-15 fu a un passo dal tornare al Pisa come direttore sportivo: allertato da Battini quando si dimise Vitale, si svincolò dal Messina, venne in città e vide i nerazzurro battere l’Ancona, ma i suoi colloqui con il presidente di allora non andarono a buon fine ed il suo mancato arrivo al fianco dell’amico e suo ex mister Braglia fu anche il segnale che l’annata, nonostante una squadra ricca di nomi prestigiosi, non si sarebbe raddrizzata. Poco dopo infatti Braglia fu esonerato e il campionato finì senza più speranze. «A Pisa ho lasciato un pezzo di cuore», ci disse all’epoca. «Tornare qui per me sarebbe stato come ringiovanire».
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