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Swiss Peaks, i pisani Villani e Saviozzi conquistano il primo posto
san giuliano
Un viaggio bellissimo chiamato Swiss Peaks. Alpi svizzere, natura selvaggia, 320km da percorrere e 22000 metri di dislivello positivo, cioè di salita, 7 ore di sonno su 110 di performance. Due compagni di squadra e soprattutto due amici. Nel mezzo tanta fatica e freddo, poco sonno e tanta determinazione.
Questi gli elementi del viaggio di Francesco Saviozzi e Marcello Villani, i due sangiulianesi, già noti al mondo del trail running e delle endurance trail per i traguardi ottenuti a competizioni come il Tor des Geants, la PTL, e Tor des Glaciers, che si sono aggiudicati il primo posto alla SwissPeaks.
Unica squadra italiana, sono partiti da Pisa con l’obiettivo di intraprendere dall’inizio alla fine questo viaggio insieme, che pian piano si è trasformato in competizione, sul filo delle ore. Grazie anche al loro fedele gruppo di supporto che li seguiva da casa e li incitava in ogni momento, elemento fondamentale in un percorso così fisicamente e psicologicamente duro.
Durante il percorso restano saldamente ancorati alla seconda posizione, con la terza squadra sempre pericolosamente vicina. Si rende necessaria una organizzazione migliore dei tempi di gara comprese le pause per mangiare e per il sonno, per poter staccare “i francesi” ed essere più tranquilli. Il motto di Francesco d’altronde è sempre quello che “il secondo è un potenziale primo”, quindi occorre mantenere a tutti i costi questa posizione. E infatti, così è stato: la prima squadra si è ritirata a metà gara ed i secondi sono diventati i primi.
La squadra funziona in gara così come nella vita, la loro salda amicizia diventa una macchina perfetta nelle competizioni, Marcello, razionale riflessivo e lungimirante, e Francesco impulsivo, competitivo e un vero “toro” come lo definisce il compagno di squadra. Il segreto sta nel dosare perfettamente tutti questi loro aspetti, ed il risultato è vincente.
Infine, il gradino più alto del podio.
«Se il libro della vita va riempito di emozioni e ricordi, questa volta abbiamo riempito una pagina fantastica» dice Francesco. Queste esperienze ti arricchiscono sempre di qualcosa, «è proprio vero che la persona che parte non è mai la stessa che torna» conclude Marcello. —
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