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Pisa, dopo la scoppola di San Siro è il momento di rialzare la testa
Il pesante passivo contro l’Inter può essere dimenticato con un buon debutto a Reggio e il completamento della rosa
pisa
Ad una settimana dal via del campionato di B il Pisa vuole cancellare i sette schiaffi di San Siro e mettere subito testa, cuore e gambe in vista dell’imminente esordio in campionato.
FAR TESORO DELLA LEZIONE
Come dice Roberto Vecchioni o si vince o s’impara. Vero che il divario tecnico tra i vari Hakimi, Lautaro Martinez, Lukaku ed Eriksen e la pur volenterosa squadra di D’Angelo è enorme, ma ci si aspettava un po’ più di reattività. La squadra è stata infilata con molta facilità al centro della difesa, ma anche sulle fasce. Sulla destra dove Birindelli è andato spesso in affanno, ma anche sulla mancina Lisi ha faticato non poco dando anche il via alla seconda rete interista realizzata da Gagliardini. In porta Perilli è sembrato troppo morbido su alcune conclusioni e nella ripresa Loria è apparso più sicuro. Anche se l’Inter aveva tolto il piede dall’acceleratore, proprio quella del portiere appare una delle incognite di questo avvio. A salvare l’onore ci hanno provato il solito Marconi ed anche l’ex Benedetti, ma i portieri dell’Inter non sono mai stati impegnati. Partite del genere servono davvero a crescere o hanno un effetto contrario? La risposta la troveremo a breve. A cominciare da oggi pomeriggio quando D’Angelo ritroverà la squadra a San Piero a Grado ed inizierà a preparare la sfida di domenica prossima, 27 settembre, alle 21, in casa della neopromossa Reggiana di Massimiliano Alvini.
CONDIZIONE DA MIGLIORARE
Il mini precampionato del Pisa ha detto che la squadra nerazzurra deve ancora trovare il ritmo partita e che, tolti i cinque gol rifilati alla Primavera dell’Empoli, la giornata migliore è stata quella del triangolare non ufficiale con i due Sassuolo. Va ritrovata la forma migliore da parte dei giocatori chiave, uno su tutti Gucher, ma anche i vari De Vitis, Siega e Masucci che nella prima fase della preparazione hanno lavorato a parte. Che la condizione non sia al top alla vigilia del campionato può anche essere considerato un fatto normale. Il Pisa un anno fa aveva perso contro una squadra di C, a Storo contro il Bari, e quest’anno a Montecatini con il Grosseto. Quello che preoccupa maggiormente è cercare di capire quante scorie abbia lasciato il tour de force estivo, con il campionato chiuso il 31 luglio a Frosinone, nel gruppo. Sia a livello fisico che mentale. Vero che la squadra ha ottenuto un ottimo piazzamento, centrando in anticipo l’obiettivo stagionale della salvezza, ma è altrettanto vero che l’appetito vien mangiando e non andare ai playoff solo per una classifica avulsa peggiore qualche ferita aperta la lascia. Non fasciamoci troppo la testa, ma ascoltiamo anche i campanelli che sono squillati in questo periodo di preparazione.
MERCATO
Finora la cessione più importante è stata quella di Gori alla Juventus e per il resto è stata sfoltita in maniera intelligente la rosa cedendo, in prestito oppure a titolo definitivo, quei giocatori che non rientravano nel progetto. L’ultimo a partire è stato Luca Verna, protagonista di due promozioni in B, ed oggi dovrebbe toccare a Nicolas Izzillo che lo raggiungerà a Catanzaro. Si punta sul gruppo storico. Ma qualche intervento mirato sul mercato, che chiude il 5 ottobre, deve essere fatto. Fermo restando che vanno respinti eventuali assalti per big del calibro di Marconi e Lisi. Sono arrivati Loria, Sibilli, Vido e Varnier. Questi ultimi sono stati considerati dalla società e dal diesse Gemmi i due pilastri che, vista anche la giovane età, devono dare continuità all’ottimo finale della passata stagione. In attesa di vedere un Soddimo modello Frosinone serve un centrocampista di categoria. Una soluzione sarebbe Luca Mazzitelli: la trattativa con il Sassuolo è ben avviata. Intanto proprio dagli emiliani torna a Pisa il giovane difensore Lorenzo Bechini, che potrebbe esser utile alla Primavera di Marco Masi. L’alternativa a Mazzitelli si chiama Davide Mazzocco, centrocampista che non trova spazio nella Spal.
Serve anche un rincalzo importante in difesa alla luce della cessione in prestito di Ingrosso e dell’infortunio muscolare di Meroni. E pure un’altra alternativa in attacco. È concreta l’idea di portare a Pisa, in prestito dalla Lazio, Simone Palombi. Un giocatore che il Pisa cerca da agosto e che la scorsa stagione era alla Cremonese. Palombi può essere utilizzato in vari moduli integrandosi con la duttilità chiesta da D’Angelo. Contro Grosseto e Inter il tecnico ha riproposto prima il 4-3-1-2 e poi il 3-5-2, ma il 4-4-2 può diventare una nuova opzione di gioco. —
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