Un solo compito per il Pisa: ripartire mettendo da parte l’amarezza di Trieste
In quasi tutte le stagioni contrassegnate da finali prestigiosi sono arrivate isolate battute d’arresto lungo il cammino
PISA
La sconfitta di Trieste non cambia assolutamente nulla: il Pisa non ha demeritato contro un’avversaria che da inizio stagione lotta per la promozione. Quasi tutte le stagioni di successo del Pisa concluse con il salto di serie o con la permanenza nelle categorie più nobili, sono state caratterizzate da qualche battuta d’arresto nelle fasi conclusive.
NULLA È COMPROMESSO
Paradossalmente il passo falso di Pordenone ha avvicinato la zona retrocessione (da –10 a –7) più di quanto abbia allontanato la griglia playoff, salita a +1. Sarebbe bastato un pari (infranto sulla traversa da Birindelli o sfiorato come il palo dall’incornata di Marconi) per rimanere sul carro degli spareggi promozione.
EPISODI CHE SI PAREGGIANO
Perdere una partita dopo aver creato più palle-gol rispetto agli avversari dimostra che il Pisa merita la posizione che occupa e non sogna i playoff solo perché favorito dalla buona sorte. Una maledetta traversa ha impedito il pareggio allo stadio Nereo Rocco mentre una benedetta traversa e una decisiva deviazione di Gori avevano sventato il possibile raddoppio dello Spezia, consentendo la rimonta e il sorpasso di Marconi, che invece contro il Pordenone ha sfiorato di un soffio il montante.
Con il Pescara una vittoria all’ultimo tuffo come a Cremona e all’andata ai danni dello Spezia, mentre finali amari due volte con l’Empoli, a Crotone e sull’1-1 con la Juve Stabia. Al netto di giornate positive o negative ciò che emerge è il valore di una squadra in piena lotta per i playoff, con 19 diversi marcatori, che potevano diventare 20 se Siega avesse corretto leggermente la mira di testa nel primo tempo di venerdì sera.
PARARE RIGORI E PERDERE
L’iniziale calcio di rigore avrebbe potuto cambiare completamente la storia dell’incontro, ma non necessariamente a sfavore del Pisa. Curiosamente infatti Gori per la seconda volta nel corso della stagione neutralizza un penalty, ma la sua squadra va comunque incontro ad una sconfitta. Era accaduto anche a Pescara. Invece a Venezia e a Cittadella gli avversari hanno trasformato dal dischetto, ma i nerazzurri hanno raccolto un pareggio. In fondo sempre a Trieste, nella finale playoff, Gori fu trafitto dagli undici metri, ma a fine gara ebbe molto di più di cui rallegrarsi.
MISCUGLIO DI FINALI
Tutti abbiamo ripensato alla finale di Trieste, nello stesso stadio e davanti al medesimo arbitro (Sozza di Seregno), che oltretutto come allora ha decretato un rigore a sfavore del Pisa. A fallire la massima punizione è stato un avversario di un’altra gara decisiva per il salto in B: Salvatore Burrai aveva firmato il definitivo 3-1 a Latina del 2013. Stavolta ha fatto cilecca, ma alla fine ha vinto ancora lui. —
Massimo Berutto
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