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Un solo compito per il Pisa: ripartire mettendo da parte l’amarezza di Trieste

Massimo Berutto
Un solo compito per il Pisa: ripartire mettendo da parte l’amarezza di Trieste

In quasi tutte le stagioni contrassegnate da finali prestigiosi  sono arrivate isolate battute d’arresto lungo il cammino 

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La sconfitta di Trieste non cambia assolutamente nulla: il Pisa non ha demeritato contro un’avversaria che da inizio stagione lotta per la promozione. Quasi tutte le stagioni di successo del Pisa concluse con il salto di serie o con la permanenza nelle categorie più nobili, sono state caratterizzate da qualche battuta d’arresto nelle fasi conclusive.

NULLA È COMPROMESSO

Paradossalmente il passo falso di Pordenone ha avvicinato la zona retrocessione (da –10 a –7) più di quanto abbia allontanato la griglia playoff, salita a +1. Sarebbe bastato un pari (infranto sulla traversa da Birindelli o sfiorato come il palo dall’incornata di Marconi) per rimanere sul carro degli spareggi promozione.

EPISODI CHE SI PAREGGIANO

Perdere una partita dopo aver creato più palle-gol rispetto agli avversari dimostra che il Pisa merita la posizione che occupa e non sogna i playoff solo perché favorito dalla buona sorte. Una maledetta traversa ha impedito il pareggio allo stadio Nereo Rocco mentre una benedetta traversa e una decisiva deviazione di Gori avevano sventato il possibile raddoppio dello Spezia, consentendo la rimonta e il sorpasso di Marconi, che invece contro il Pordenone ha sfiorato di un soffio il montante.

Con il Pescara una vittoria all’ultimo tuffo come a Cremona e all’andata ai danni dello Spezia, mentre finali amari due volte con l’Empoli, a Crotone e sull’1-1 con la Juve Stabia. Al netto di giornate positive o negative ciò che emerge è il valore di una squadra in piena lotta per i playoff, con 19 diversi marcatori, che potevano diventare 20 se Siega avesse corretto leggermente la mira di testa nel primo tempo di venerdì sera.

PARARE RIGORI E PERDERE

L’iniziale calcio di rigore avrebbe potuto cambiare completamente la storia dell’incontro, ma non necessariamente a sfavore del Pisa. Curiosamente infatti Gori per la seconda volta nel corso della stagione neutralizza un penalty, ma la sua squadra va comunque incontro ad una sconfitta. Era accaduto anche a Pescara. Invece a Venezia e a Cittadella gli avversari hanno trasformato dal dischetto, ma i nerazzurri hanno raccolto un pareggio. In fondo sempre a Trieste, nella finale playoff, Gori fu trafitto dagli undici metri, ma a fine gara ebbe molto di più di cui rallegrarsi.

MISCUGLIO DI FINALI

Tutti abbiamo ripensato alla finale di Trieste, nello stesso stadio e davanti al medesimo arbitro (Sozza di Seregno), che oltretutto come allora ha decretato un rigore a sfavore del Pisa. A fallire la massima punizione è stato un avversario di un’altra gara decisiva per il salto in B: Salvatore Burrai aveva firmato il definitivo 3-1 a Latina del 2013. Stavolta ha fatto cilecca, ma alla fine ha vinto ancora lui. —

Massimo Berutto

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