Il presidio
Il Pisa adesso “vede” i playoff Sognare si può
L’impresa compiuta allo stadio Picco alimenta l’entusiasmo I nerazzurri sono ripartiti a mille dopo lo stop per il lockdown
pisa
La vittoria meritata per 2-1 sul campo di Spezia alimenta i sogni delle notti di inizio estate del popolo nerazzurro. Lontano dagli occhi, ma vicini con il cuore a un Pisa che ha raccolto 10 punti, i primi 3 a marzo con il Livorno, nelle ultime 4 partite e non ha risentito dell’effetto lockdown dopo la ripresa del campionato. Questo Pisa non è un sogno, bensì una realtà concreta che anche al Picco ha confermato di potersi sedere senza alcun tipo di soggezione al tavolo delle grandi della B. Con le prime otto della classe il Pisa ha perso solamente in casa del Crotone, secondo in classifica assieme al prossimo rivale Cittadella, al 94’ e al termine di una gara condizionata da un arbitraggio non certo a favore dei nerazzurri. Per il resto neppure il Benevento che festeggia la A è riuscito a battere un Pisa che ha conquistato 20 punti in 13 gare con le big. I playoff sono distanti appena un punto e se con le squadre meno forti del torneo il rendimento fosse stato leggermente migliore il mantra di questi giorni non sarebbe “prima salviamoci e poi si vedrà cosa succede”.
SAPER USARE LA TESTA
A Spezia, come nella gara di andata, il Pisa usa la testa in tutti i sensi. In primis perché non la perde quando va sotto ringraziando Gori, la parata su Gyasi vale come un gol, e Caracciolo, personalità da vendere, che ci mettono una pezza dopo il vantaggio iniziale di Gyasi maturato dopo un anticipo di Nzola su Benedetti. In seconda battuta perché, come all’andata, i gol segnati ai bianconeri arrivano tutti con la capoccia. Segno di una potenza a livello fisico e nel gioco aereo negli ultimi metri. Potenza ulteriormente elevata dal ritorno al gol dopo quasi sette mesi di Michele Marconi. È lui il supereroe della serata. L’altro è Robert Gucher che ha pennellato le traiettorie delle due reti e altri ricami mica da ridere. Ma il segreto del successo sta anche nel saper usare la testa a livello emotivo. Nemmeno un giallo per il Pisa, fin qui squadra più “cattiva del torneo, nessuno sbalzo di umore. Tutti concentrati e dritti alla meta. Compreso i cinque nuovi entrati, con De Vitis che ha portato maggior ordine in fase di non possesso e Birindelli con Meroni ancora più attenzione dietro. Insomma la gestione sia sul pari che dopo la seconda rete di Marconi, a cinque minuti dal novantesimo, è stata ineccepibile. Cosa che era accaduta a Salerno, ma non con il Pescara nonostante poi fosse arrivato il rocambolesco successo grazie a Soddimo in stile pazzo Pisa.
LA FORZA DEL COLLETTIVO
Ma dietro ai protagonisti dei gol c’è la forza di un collettivo quadrato, compatto, sicuro. che non a caso manda in gol 18 giocatori diversi. Un collettivo capace di andare a vincere, per giunta in rimonta, in casa di una squadra che è in lotta per la promozione diretta in A e che non perdeva in casa dal 5 ottobre scorso. E dietro al collettivo c’è la mano di Luca D’Angelo. Anche martedì sera quattro cambi rispetto all’undici iniziale e stavolta anche un modulo di partenza diverso dal solito. Cambia il copione, non la sostanza. Anche se l’avvio non è stato semplice, soprattutto perché nei primi 25 minuti il Pisa ha lasciato l’iniziativa allo Spezia. Tra i singoli in casacca nerazzurra un encomio anche per l’attaccante Vido che si sacrifica e all’inizio della ripresa va due volte vicino al gol.
Vittoria dedicata a Mau
La vittoria nella sfida del Picco vale una dedica speciale per il presidente del Pisa Sporting Club Giuseppe Corrado: «La dedica è per Maurizio Alberti che sarà sempre con noi. In questa partita abbiamo avuto la dimostrazione che il Pisa è una squadra importante: abbiamo sofferto all’inizio, ma poi siamo venuti fuori alla grande. Adesso speriamo che il pubblico possa ritornare presto a seguirci».—
Andrea Chiavacci
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