Il Tirreno

Pisa

le mosse di d’angelo 

Destra o sinistra, centrale o laterale Birindelli è l’icona dell’adattabilità

Massimo Berutto
Destra o sinistra, centrale o laterale Birindelli è l’icona dell’adattabilità

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PISA

Siamo arrivati ad un punto tale che a Luca D’Angelo basta una sola mossa, la semplice inversione fra la posizione di due difensori, per cambiare volto alla sua squadra anche in fase offensiva. Magie che riescono a chi ha pienamente in mano il patrimonio tecnico-tattico di un organico. Chissà ora quale sarà l’aspetto dei nerazzurri nel match con il Pescara.

Ripartendo, non dal 4-3-1-2 ma dal 3-5-2 anti-Livorno, a Salerno il mister ha riportato sulla destra Birindelli, che contro il team amaranto era il terzo centrale di sinistra, ruolo affidato a Pisano, che in campo ha compiuto il percorso opposto. Con l’ex palermitano in mezzo alla retroguardia sul versante mancino il tecnico abruzzese si è assicurato un incremento di esperienza e di forza fisica per controllare Cerci (vecchia conoscenza di Pisano nel Pisa di Ventura) e in seconda battuta contro il prestante Djuric. Birindelli sulla fascia ha garantito più spinta sull’esterno rispetto al compagno, offrendo un’alternativa da destra alle progressioni di Lisi, che era l’osservato speciale di Ventura. Il velocista romano, inizialmente “nascosto”, si è esaltato dopo lo svantaggio e soprattutto grazie all’ingresso di Soddimo, che lo ha supportato nel forzare lo schieramento granata da sinistra.

A fare il resto è stato il ritorno di Varnier, che ha restituito a D’Angelo uno stopper dai piedi buoni per iniziare l’azione da dietro (un po’ come Brignani in serie C), facendo pendere la bilancia verso il 3-5-2.

Ora però sarebbe troppo facile dimenticare il 4-3-1-2, che ovviamente sarà la prossima delle sorprese del trainer pescarese, magari già per la gara contro la squadra della sua città natale. Spesso la pausa estiva, assai più breve degli abbondanti tre mesi di lockdown, resetta tutto rimettendo in discussione gli equilibri tattici e psicologici di una squadra, ben al di là degli effetti delle modifiche apportate alla rosa in sede di mercato.

Invece il Pisa è ripartito quasi come se niente fosse, con il medesimo spirito “pre-covid”, riuscendo anzi a farsi più furbo, come chiedeva D’Angelo all’indomani delle più cocenti delusioni esterne. Finalmente il tempo di recupero è trascorso senza particolari sussulti: dopo l’emozionante gol-vittoria di Pisano a Cremona erano giunte le beffe sul filo di lana ad Empoli e a Crotone, a dilapidare 2 preziosi punti. La zona Cesarini con il punteggio in bilico all’Arechi autorizzava gli scongiuri, ma il Pisa ha continuato a proporre gioco nei minuti finali, senza abbassarsi pericolosamente o, all’opposto, rischiare di farsi perforare in contropiede. —

Massimo Berutto

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