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Pisa 4 Special: «Siamo con voi» Ma che tristezza senza calcio!

Alessandro Marone
Pisa 4 Special: «Siamo con voi» Ma che tristezza senza calcio!

La rappresentativa nerazzurra associata alla Divisione Paralimpica e Sperimentale non vede l’ora di tornare in campo

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«Siamo con voi, forza Pisa!». Mancano ormai pochi giorni alla ripresa del campionato nazionale di serie B e, in un momento a dir poco inedito e complicato, per Moscardelli e compagni è arrivato un video di supporto e incoraggiamento (postato sulla pagina Facebook del Pisa Sporting Club) da alcuni colleghi nerazzurri.

un’estate da tifosi

Non torneranno in campo questa stagione i ragazzi del Pisa 4 Special, prontissimi, però, a tifare per la truppa di mister D’Angelo; non potranno farlo dagli spalti dell’Arena Garibaldi, ma i nerazzurri non giocheranno nel silenzio e non saranno soli: al loro fianco ci saranno sicuramente i ragazzi del Pisa 4 Special.

Il coronavirus ha fatto calare il sipario sul campionato Quarta Categoria poche settimane dopo il via: ad aprile la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale ha ufficializzato la chiusura della stagione 2019/2020.

un po’ di storia

Nata nel 2016, Quarta Categoria è il primo torneo nazionale di calcio a 7 riservato ad atleti con disabilità intellettivo-relazionali e patologie psichiatriche; #iovogliogiocareacalcio l’hashtag della competizione, in crescita esponenziale negli ultimi anni: 9 le squadre che hanno preso parte al primo torneo in Lombardia, ora i tesserati sono circa 3.000 e 11 le regioni coinvolte.

La competizione è divisa in tre livelli di gioco, Quarta, Quinta e Sesta Categoria, per consentire alle squadre di confrontarsi in un contesto di performance calcistica equilibrata; in Toscana sono sei le squadre partecipanti al campionato di Quinta Categoria: Fiorentina, Livorno, Pisa, Pontedera, Robur Siena e Un calcio per tutti.

Ad ottobre 2019, una delibera del Consiglio federale ha istituito la Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale all’interno della Figc.

la stagione interrotta

«I ragazzi volevano supportare la società del Pisa che li sostiene ed è sempre vicina, dare forza ai giocatori per mantenere la speranza in un momento difficile», spiega l’allenatrice del Pisa 4 Special, Lorenza Gerratana.

Il campionato dei nerazzurri si è interrotto dopo appena due partite disputate alla fine di febbraio: «All’inizio i ragazzi non l’hanno presa bene, poi hanno capito la situazione e che lo stop si sarebbe protratto. Siamo rimasti in contatto sui social, il gruppo WhatsApp è stato attivissimo: circolavano spesso articoli riguardanti la ripresa dei campionati. Abbiamo svolto dei circuiti e degli esercizi in casa, non sono mancate le challenge. Speriamo di poter tornare presto a svolgere gli allenamenti, ovviamente in piccoli gruppi, all’aperto e nel rispetto delle direttive. I ragazzi sono carichi per ripartire e recuperare ciò che hanno perso».

Adottati dal Pisa e attaccatissimi alla maglia nerazzurra: «I ragazzi sono tifosissimi del Pisa, vanno spesso in curva a seguire le partite. Si è creato un bel rapporto con i tifosi, vengono ad assistere alle nostre partite al “Nuovo Marconcini” di Pontedera ed è nato anche il gruppo “Giovani supporter”.

Per i ragazzi scendere in campo con la maglia nerazzurra è il coronamento di un sogno, si sentono i rappresentanti della società. A volte, scherzando, facciamo delle battute riguardo ad un possibile trasferimento al Milan o all’Inter: all’inizio sorridono, magari fieri, poi diventano seri e rispondono: “Io gioco solo nel Pisa, da qui non me ne vado”».

tre anni di esperienza

Quella che si è chiusa poco dopo aver preso il via è la terza stagione dei nerazzurri nel campionato di Quinta Categoria: «Lo sport li ha aiutati tantissimo, sia dal punto di vista fisico che da quello relazionale – prosegue Gerratana –. Far parte di un gruppo, gestire le dinamiche dello spogliatoio, chiedere scusa, comunicare, vincere la timidezza e la paura di sbagliare: tanti gli aspetti che entrano in gioco. All’inizio svolgevamo un solo allenamento a settimana, poi sono diventati due: l’impegno è massimo, ma non manca il divertimento. Come in tutte le squadre ci sono varie personalità all’interno dello spogliatoio: quando il clima diventa troppo scherzoso alcuni dei leader intervengono per rimettere ordine e ricordano che c’è un campionato da giocare».

Come vivono i ragazzi le partite di campionato? «Per loro l’emozione è sempre quella della prima volta. Gli allenamenti sono in funzione della partita: ci sono persone che li sostengono, i ragazzi delle altre squadre, l’adrenalina del campo e del giocare insieme, i gol. È un cocktail di emozioni».

fair play e aggregazione

Divertirsi vivendo il sogno di giocare a calcio e nel segno del fair-play: «La sportività è al primo posto. In campo siamo tutti atleti, tutti giocatori, a prescindere dalla maglia indossata: la squadra per la quale facciamo il tifo è lo sport e i ragazzi l’hanno capito benissimo», conclude l’allenatrice. La voglia di tornare in campo ed esultare come CR7 o Dybala dopo un gol è tanta e la speranza è che la stagione 2020/2021 possa ripartire al più presto. Ah, nel campionato Quinta Categoria può succedere che, al termine del match, si corra tutti insieme a salutare i tifosi dimenticandosi del colore della maglia indossata e che ad abbracciare un giocatore dopo un gol siano anche gli “avversari”

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