Il presidio
«È un Pontedera giovane, i playoff sarebbero interessanti»
Pontedera
In attesa del domani è bello ripensare a ieri. Soprattutto, se si parla di un passato glorioso e ricco di soddisfazioni.
Piergiorgio Pini, ex centrocampista e capitano del Pontedera negli anni Ottanta, ricorda volentieri la sua vita con la maglia granata, dando uno sguardo anche a quello che sta accadendo in queste settimane convulse per il calcio professionistico in Italia.
«Bisognerà vedere come ripartirà la stagione, se si deciderà di proseguire con i playoff e i playout – spiega Pini – per il Pontedera, con una squadra molto giovane, ricominciare potrebbe essere un piccolo vantaggio». Del resto, come riportato anche nelle settimane scorse proprio sulle pagine de Il Tirreno, la rosa del Pontedera in questa stagione è tra le tre più giovani di tutti i club professionistici. E se si pensa che i ragazzi di mister Ivan Maraia hanno concluso la stagione al quarto posto in classifica, nonostante ad una squadra giovanissima possa mancare l’esperienza, i meriti vanno tutti alla società.
«Il Pontedera ha la fortuna di avere un allenatore e un direttore come Paolo Giovannini che conoscono benissimo la categoria – continua Pini,– ogni anno scovano giovani talentuosi che permettono alla squadra di affrontare la serie C a livelli più che buoni: di sicuro, hanno abituato molto bene i tifosi granata».
Pini, pontederese doc che conosce bene la piazza, detiene ancora oggi il record di presenze con il Pontedera, nonostante la parentesi di due stagioni disputate a Santa Croce.
«Il Pontedera è sempre nel mio cuore: ho cominciato quando avevo diciassette anni e ho smesso quando ne avevo trentatré – ricorda, – sono arrivato ad indossare la casacca granata dopo aver giocato nella Stella Azzurra, squadra storica della città».
Ed è proprio giocando nelle fila del Pontedera che Pini ha vissuto la più grande emozione da calciatore. «Avevo diciannove anni ed andammo a giocare ad Alessandria, dove aveva mosso i primi passi nel calcio Gianni Rivera – conclude; – da milanista, quando calpestai quel prato, fu una sensazione unica, che non dimenticherò mai».
Parole di un calcio diverso che, oggi, sembra ancora più lontano. Occorrerà aspettare ancora un paio di giorni per capire come proseguirà la stagione.
Intanto, la Federcalcio ha rotto il salvadanaio: il Comitato di presidenza della Figc, di cui fa parte anche il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli, ha deciso di accompagnare il rilancio dell’attività agonistica dei campionati “minori” – dalla serie B compresa in giù – con la creazione di un fondo “Salva Calcio” di poco inferiore ai 22 milioni di euro.
Una vera e propria manovra finanziaria per il pallone italiano, voluta da Gabriele Gravina e che andrà ad aiutare le società di Lega B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti e calcio femminile. —
Pietro Mattonai
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