Meteo
Pisa, oggi test sierologici e tamponi per poter partire con gli allenamenti “veri”
Il 20 si riprende a giocare in campionato, i turni infrasettimanali potrebbero essere due per consentire di concludere la stagione agonistica il 20 agosto
pisa
Oggi sarà effettuato il secondo giro di tamponi, e con esso il primo di test sierologici, per il gruppo squadra del Pisa. Dopo il buon esito del primo, effettuato martedì scorso, si spera che i risultati degli esami odierni, che arriveranno domani sera o lunedì, consentano il via libera ai primi allenamenti “veri” della squadra, che a questo punto dovrà mettere nelle gambe le energie necessarie, e in testa le nuove disposizioni tattiche, per la ripresa del campionato. Tutto il gruppo è presente a parte Robert Gucher che dovrebbe rientrare il 3 o il 34, sempre che il cancelliere austriaco Sebastian Kurz (il quale al momento non vuole fare entrare italiani nel suo Paese) non blocchi anche le uscite con qualche decreto fantasioso.
«La decisione sulla ripartenza del Calcio in Italia – è il commento del presidente del Pisa Giuseppe Corrado – deve rappresentare, in termini sociali un messaggio di fiducia, di speranza e di voglia di ritorno alla normalità. In termini sportivi ripartire significa non essersi arresi ed avere ancora la forza e la voglia di continuare ad onorare le regole dello sport. Sotto il profilo industriale significa ritornare a produrre la forma di intrattenimento più seguita in Italia e a garantire il ritorno all’attività per decine di migliaia di addetti che direttamente o indirettamente operano attraverso il calcio. Grazie a tutti quelli che si sono impegnati e battuti perché tutto questo si realizzasse».
Nei prossimi giorni la nuova assemblea della Lega B (potrebbe svolgersi mercoledì) metterà nero su bianco il calendario delle partite, da sottoporre al Consiglio della Federcalcio. Il campionato cadetto ricomincerà il 20 giugno e le gare da giocare sono 101 di regular season (10 giornate più il recupero di Ascoli-Cremonese), oltre agli spareggi (altre 10 partite).
È chiaro che bisognerà fare le corse: l’anno scorso di questi tempi la regular season era già finita da 19 giorni e il 30 maggio andava in scena la finale d’andata (Cittadella-Verona 2-0). Per concludere tutto in due mesi, l’ipotesi più plausibile è che si ricorra a due turni infrasettimanali. In questo modo i play off potrebbero prendere il via il 4 agosto - primo turno in gara secca, semifinali e finale in gara doppia - e concludersi il 20 agosto (ultima data utile), mentre le due partite dei play out si giocherebbero il 7 e il 13 agosto. Ancora nessuna ufficialità sugli orari, ma sembra che si vada verso gare tutte serali.
Il dibattito sugli orari è interessante. L’Associalciatori non vorrebbe giocare di pomeriggio perché molte gare ravvicinate, con l’aggravio da fatica del caldo, porterebbero allo stremo le energie dei giocatori. Ma vanno considerate anche le parole di Renzo Ulivieri, presidente dell'Associazione Italiana Allenatori, su Radio Punto Nuovo: «Guardando a ciò che sta accadendo, i nostri calciatori saranno sicuramente soggetti a infortuni muscolari. Se si gioca a mezzanotte, andiamo più forte o più piano rispetto a se giocassimo a mezzogiorno? Io giocherei anche alle 15 per tenere ritmi più bassi e non esporli a infortuni muscolari. I giocatori bevono, fanno qualche sosta in più, è bene che si riduca al minimo il rischio di infortuni. Credo che i giocatori corrano più forte di sera che a mezzogiorno, quindi di sera sarebbero maggiormente esposti». Lo stesso Ulivieri, su Radio Marte è tornato sul tema della quarantena: «Mi auguro che vada rivista. Perché qualora ci fosse un positivo al Covid si fermerebbe nuovamente il campionato».
Dello stesso parere Enrico Castellacci, presidente dell’Associazione medici italiani calcio, che ha detto a Radio Kiss Kiss Napoli: «Se il Bologna ad esempio avesse avuto un caso positivo sarebbe andato in un ritiro blindato. Ma se questo dovesse succedere a inizio campionato, con le norme fissate in questo momento la competizione finirebbe. Bisognerebbe rimuovere questo punto del protocollo, se si abbassa la quarantena a 7 giorni si potrebbe andare avanti con la Serie A». E lo stesso naturalmente varrebbe anche per il campionato cadetto. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
