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Gli ultras gridano “Vergogna”
«Abbiamo trovato allucinante che si sia parlato di calcio dal giorno dopo il dilagare della pandemia. In mezzo a lutti e a difficoltà economiche»
pisa
I gruppi della curva Nord Maurizio Alberti fanno sentire la loro voce riguardo alla ripartenza della stagione calcistica. Lo fanno con un comunicato attraverso il quale criticano l'atteggiamento del mondo del calcio in questo periodo d'emergenza, che, secondo loro, ha pensato esclusivamente a difendere i propri interessi dimenticando le gravi difficoltà in cui si trovano tante famiglie del nostro Paese.
«Abbiamo trovato vergognoso, che si sia parlato di calcio dal “giorno dopo” la pandemia – scrivono gli ultras nerazzurri –. Che tra rischi e problemi di ogni genere, ben più gravi, compresi i lutti, si sia sempre trovati lo spazio e la voglia per mettere di mezzo le esigenze delle società, dei calciatori, le immancabili telenovele economiche tra Lega e televisioni. Tutto questo mentre i negozi chiudevano e la gente faceva fatica, così come adesso, a mettere insieme il pranzo con la cena».
Secondo la Nord bisogna far ripartire il calcio, come gli altri sport, ma non importa se da subito o da settembre. La richiesta è che le decisioni in merito alla ripartenza siano prese da chi di dovere tenendo conto esclusivamente dell’emergenza sanitaria e non per pressioni di altro tipo.
«Se inizialmente si ripartirà senza pubblico – sottolineano i gruppi – rispetteremo le misure di contenimento del contagio così come abbiamo fatto nel “lontano” pomeriggio di Pisa-Livorno, invitando i tifosi a non assembrarsi fuori dalla curva. Crediamo che il sistema calcio abbia mancato di rispetto ai tifosi veri, considerandoli superflui, o danneggiandoli direttamente, innumerevoli volte».
Il punto fondamentale però non è questo e la tifoseria organizzata chiede che questa situazione d'emergenza non diventi un pretesto da usare in futuro contro il popolo degli stadi: «Il punto è che, terminata la situazione di emergenza, e la necessità, per la salute pubblica, di rispettare determinate norme, si torni immediatamente alla situazione normale. Tutti in piedi, bandiere, stendardi, cori, e che non si utilizzino strumentalmente le paure delle persone, o la scusa del Covid, per assestare il colpo di grazia al movimento ultras, con manovre repressive e ulteriormente lesive delle libertà personali. È un aspetto che ci interessa, che riguarda tutti: su questo siamo e saremo disposti a lottare, a far sentire la nostra voce».
La Nord, infine, lancia una proposta: «Chiederemo con forza, inoltre, qualora vengano disputate partite a porte chiuse, che ai diffidati venga sospesa la firma: assembrarsi in questura per dimostrare che non si è allo stadio, quando allo stadio non può andare nessuno, sarebbe l’ultima e più crudele beffa». —
A.c.
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