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Il Dg Giovannini: ripartire? È possibile ma non sicuro

Pietro Mattonai
Il Dg Giovannini: ripartire? È possibile ma non sicuro

«Dovremo seguire l’evoluzione della situazione epidemiologica per capire  come giocare e con che tipo di formula farlo, se i campionati riprenderanno» 

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Pontedera

Un metro unico per il calcio professionistico. È questo, in soldoni, l’esito del Consiglio federale svoltosi mercoledì a Roma e che, secondo molti, avrebbe dovuto dare risposte definitive in merito alla conclusione – o alla prosecuzione – dei campionati di serie A, serie B e serie C. L’intenzione di riprendere l’attività agonistica, però, non dev’essere interpretata come un monolite, inscalfibile e immutabile. Proprio perché le sessanta società di serie C hanno pari grado e dignità nel settore del calcio professionistico italiano rispetto alle sorelle di A e B, il Consiglio federale ha voluto dare una speranza anche a queste ultime per una conclusione sportiva della stagione in corso.

Tra la speranza e la realtà, però, c’è sempre un margine. Più o meno ampio. «Si è trattato di una giornata interlocutoria – spiega il Dg del Pontedera, Paolo Giovannini – durante la quale è stato stabilito un principio generale che, già nei giorni scorsi, era nell’aria: per il professionismo si seguirà una linea, per i dilettanti un’altra».

Dunque, in linea generale la stagione del calcio professionistico continua. Ma all’interno del settore stesso ci sono ancora tempi e modi di fare le dovute distinzioni. «Prima dovrà ripartire la serie A, poi la serie B e infine la serie C – prosegue – è chiaro, però, che dovremo seguire l’evoluzione della situazione epidemiologica per capire come giocare e con che tipo di formula farlo, se i campionati effettivamente dovranno ripartire».

Un principio di cautela, quello espresso da Giovannini, che è lo stesso stabilito dal Consiglio federale. Nell’argomentare le proprie decisioni, infatti, è stato specificato come precedentemente al riavvio dell’attività agonistica sia necessario determinare i criteri di definizione delle competizioni qualora dovesse risultare impossibile ripartire o proseguire. In breve, prima di poterci sbilanciare, occorrerà attendere due ulteriori appuntamenti: il primo, quello di giovedì 28 maggio, con l’incontro tra il ministro Vincenzo Spadafora e i vertici del calcio; e il secondo, quello del 3 giugno, per la nuova seduta del Consiglio federale. Tutte le ipotesi sono ancora in ballo. La ripresa dei campionati professionistici, dunque, è indicata come traguardo, ma non è un obiettivo scontato. O almeno, non per tutte le serie. Vale, dunque, il principio di un professionismo non diviso, ma divisibile: se la serie A ripartirà, non è automatico il riavvio della serie C. —

Pietro Mattonai

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