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Anche in casa granata si aspetta con ansia l’esito del “C-Day”
La Federazione è chiamata a esprimersi su temi “caldi” come il blocco delle retrocessioni e sul criterio da adottare per scegliere la quarta promossa
pontedera
Potremmo chiamarlo C-Day. C come serie C, ma anche come Consiglio federale. Un appuntamento tanto atteso quanto - sperabilmente - decisivo. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, si troverà a dover prendere una decisione fondamentale per il futuro delle 60 società di serie C, Pontedera compreso.
Non tanto sullo stop definitivo al campionato: quello, deliberato dall’assemblea del 7 maggio scorso, non sembra affatto in discussione. Quanto, al contrario, sul blocco delle retrocessioni e, soprattutto, sul criterio da adottare per determinare la squadra che si unirà a Monza, Vicenza e Reggina nella serie B della prossima stagione. La questione, ormai, è arcinota: il criterio della media punti, accettato a maggioranza relativa in assemblea con solamente 23 voti favorevoli e ben 16 contrari, ha ben presto sollevato un polverone. Molte società coinvolte nella corsa playoff - e, per dovere di cronaca, penalizzate da un criterio che tiene conto del numero di partite giocate, spesso non lo stesso per tutte - hanno contestato tale decisione, confidando nella ripresa quantomeno degli spareggi, per dare uno sbocco sportivo al campionato e una legittimità di campo alla promozione in ballo. Sicuramente, se il Consiglio federale si dovesse esprimere in tal senso, ciò avverrà dopo il 14 giugno: la Figc, in osservanza dell’ultimo decreto del presidente del Consiglio, ha sospeso tutte le proprie attività sino a quella data.
In questo marasma di ipotesi com’è coinvolto il Pontedera? Innanzitutto, occorre ricordare che i granata, con il congelamento del campionato, hanno chiuso al quarto posto in classifica la propria stagione. Una posizione privilegiata che, in caso di playoff per decretare la quarta promossa, difficilmente verrà trascurata dai vertici del calcio. Certo, ciò non significa che il Pontedera è sicuro della propria partecipazione a questa appendice del campionato. Nei giorni scorsi, del resto, ha preso corpo l’ipotesi “final eight”, con le otto squadre migliori dei tre gironi a contendersi la serie B: così fosse, il Pontedera non sarebbe della partita e avrebbe chiuso la propria stagione.
E se, invece, si arrivasse ad una serie B a quaranta squadre? Oppure una serie C d’élite? Idee suggestive, che anche il vicepresidente dei granata Simone Di Bella, nei giorni scorsi, aveva ventilato come opzioni possibili. In senso più ampio, si tratta di riforme strutturali e ormai non più differibili del calcio italiano. Potrebbe essere l’estate decisiva per ridisegnare le categorie del professionismo? È tutto ancora da vedere.
Quel che è certo è che il Consiglio federale di oggi, in un senso o nell’altro, sarà una tappa decisiva.
Pietro Mattonai
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