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calcio giovanile e dilettanti 

Fausto Garcea e il boom del San Giuliano «Fermi sul campo, non nei progetti»

Alessandro Marone

«Il centro sportivo è bellissimo, tirato a lucido, la famiglia Nusca lo ha addirittura migliorato. Ma vuoto fa un certo effetto»  

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SAN GIULIANO

Una vita nel segno del pallone. Prima in campo, nel ruolo di attaccante; poi nelle vesti di allenatore, osservatore, direttore tecnico. Una passione fortissima per il calcio e una carriera prestigiosa, con stagioni ricche di soddisfazioni in società del calibro di Lucchese, Pisa ed Empoli. Poi una nuova avventura, una carta bianca da plasmare: da sei anni il professor Fausto Garcea, originario di Paola, in provincia di Cosenza, e pisano d’adozione, ricopre il ruolo di responsabile tecnico del San Giuliano.

Come sta affrontando lo stop causato dal Covid-19 il San Giuliano?

«Da quando sono stati interrotti i campionati e gli allenamenti abbiamo iniziato a coinvolgere gli atleti, gli istruttori e le famiglie grazie alle risorse offerte dalla tecnologia. Gli istruttori, i preparatori dei portieri e i preparatori atletici hanno inviato ai ragazzi dei video di esercitazioni e dei programmi d’allenamento, soprattutto per mantenere il contatto con i ragazzi e tenere alto il morale. In questo periodo nel quale è necessario restare distanti fisicamente sono molto utili anche le videochiamate. Sono in contatto costante con la dirigenza e anche i gruppi WhatsApp sono attivi. Nelle prime settimane con gli istruttori abbiamo svolto delle discussioni di natura tecnica e tattica. Negli ultimi giorni abbiamo svolto delle interessanti e partecipate videochiamate su Zoom, ho coinvolto allenatori che sono intervenuti come ospiti».

Il progetto San Giuliano è in crescita esponenziale: con quale spirito si guarda al futuro?

«Il Covid-19 è stato uno scossone. Il centro sportivo è bellissimo, tirato a lucido, la famiglia Nusca lo ha addirittura migliorato. Certo, vuoto fa un certo effetto. Noi siamo pronti, l’intenzione è quella di ripartire da dove ci siamo fermati. Il numero dei tesserati è aumentato, abbiamo uno staff dirigenziale e un parco istruttori qualificato, il “Bui” è Centro Federale Territoriale e da tre anni prosegue la proficua affiliazione con l’Atalanta; al momento dello stop la prima squadra, neopromossa in Prima categoria, era in zona playoff, la Juniores e i Giovanissimi 2005 erano secondi in classifica, gli Allievi Regionali erano salvi, gli Allievi B 2004 occupavano la vetta del girone. Stavamo ricevendo indicazioni positive dal campo da parte di tutte le squadre, il livello è alto. La speranza è quella di ripartire a settembre, con tutte le società».

Quali provvedimenti potrebbero adottare istituzioni e Federazione per favorire la ripresa?

«Alla Federazione chiediamo risposte, decisioni e indicazioni. Ancora non è stato definito come si chiuderà questa stagione. Mi auguro che a breve si abbiano indicazioni in merito alla chiusura dei campionati, alle promozioni e alle retrocessioni. Magari ci saranno degli scontenti. Ma dobbiamo reagire e dobbiamo pensare che il Covid-19 è un evento che cambia la vita di tutti i giorni per i prossimi anni. Non so se ne usciremo migliori, sicuramente ne usciremo diversi. Molte famiglie potrebbero avere difficoltà economiche per consentire ai ragazzi di praticare attività sportiva. La Federazione potrebbe andare incontro alle società per quanto riguarda le spese relative all’iscrizione e ai tesseramenti».

Quali le soddisfazioni più belle in questi sei anni a San Giuliano?

«La vittoria del campionato Allievi Provinciali 2002 nella scorsa stagione e la conseguente partecipazione al campionato regionale e il riconoscimento come Scuola Calcio Élite. In questi anni abbiamo bruciato le tappe e alzato progressivamente l’asticella. Una soddisfazione incredibile è anche quella di partecipare a riunioni tecniche con oltre trenta istruttori: quando siamo partiti ne avevamo due e 24 atleti. Ora i tesserati tra calcio, atletica e tennis sono oltre 500: quando facciamo la strenna natalizia non c’entriamo più (ride, ndr). Poi mi fa immensamente piacere quando sento che a San Giuliano si respira un’altra aria. Ci eravamo prefissati di creare un centro di formazione, un ambiente dove si potesse lavorare con tranquillità, puntando sulla qualità e prestando attenzione all’aspetto etico».

Obiettivi per il futuro?

«Portare qui un altro campionato regionale e continuare a crescere dal punto di vista tecnico e qualitativo. Questa stagione c’è stata la novità della squadra femminile (militante nel campionato di Promozione), una delle prossime novità potrebbe essere l’allestimento di una squadra giovanile di calcio a 5». —

Alessandro Marone

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