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calcio serie b 

Gli allenamenti “veri” non prima di fine mese

Antonio Scuglia
Gli allenamenti “veri” non prima di fine mese

Il Pisa e gli altri club cadetti concordi: prima protocolli “sostenibili”, poi almeno 10 giorni per riprendere

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pisa

Prima si fanno dei protocolli compatibili con la realtà della B, poi si riparte. Perché se i protocolli sono inapplicabili è inutile, anzi è una presa in giro, dire «Signori, potete tornare al lavoro». Al lavoro “vero”, cioè agli allenamenti collettivi, si tornerà se e quando sarà davvero possibile.

I protocolli, poi 10 giorni

Ieri il Pisa e le altre 19 società della B, nell’assemblea svolta in videoconferenza (presenti tutti i club) ha deliberato all’unanimità che «in ragione dell’assenza al momento di un provvedimento governativo di autorizzazione alla ripresa degli allenamenti in forma collettiva, nonché del relativo protocollo, si ritiene necessario, all’esito dell’eventuale pubblicazione di tale provvedimento e previa valutazione circa l’applicabilità del protocollo stesso da parte dei club, il decorso per la ripresa degli allenamenti in forma collettiva di un periodo di 10 giorni dalla sua emanazione per esigenze organizzative e gestionali».

Quindi, in cadetteria, niente ripartenza degli allenamenti collettivi il 18: se ne riparla - se si trova la “quadra” - a fine mese. Le poche società che avevano richiamato tutti i giocatori in sede, peccando di eccessivo ottimismo, dovranno uniformarsi.

Unanimità delle delibere e volontà di ripresa, con esigenze di tutelare club e campionato di serie B, hanno caratterizzato l’incontro di ieri.

Una riunione che ha visto anche la presenza di ospiti del mondo scientifico e della Fifa, invitati dal presidente Mauro Balata, per riferire sullo stato attuale della crisi e fornire chiarimenti ai club. «Abbiamo istituito – dice Balata – un coordinamento che possa aggiornare ma anche fornire servizi alle società riguardanti questa gravissima emergenza e, inoltre, collaborare con Figc e governo per rendere possibile la ripartenza del campionato».

livornello resta amaranto

Intanto, tornando al Pisa, ci sono curiosi sviluppi (o non-sviluppi) della possibile trattativa con Aldo Spinelli per acquistare “Livornello”, ovvero i terreni a Fauglia di proprietà del club amaranto. Spinelli ha detto al Corriere dello Sport che «Lunedì il presidente del Pisa Corrado lo visiterà, si è dimostrato interessato a farlo diventare Pisanello» e che «Troveremo sicuramente un accordo per il bene del Livorno». Ma intanto avrebbe inserito nel “pacchetto-Livorno” anche i terreni di Fauglia senza alzare il prezzo della società sebbene a bilancio pesino per circa mezzo milione. E il futuro centro sportivo quindi rimarrebbe al Livorno. Da Pisa, beninteso, non è arrivata alcuna conferma della visita di Corrado a Fauglia: il presidente del Pisa è da oltre due mesi a Parma e non è mai tornato in sede, lo farà ovviamente quando ce ne sarà bisogno.

fuga dal calcio

Il portiere della Cremonese Michael Agazzi, classe 1984, 328 gare in carriera e 8 stagioni in A, saluta e se ne va. «Mi sono reso conto che nella situazione causata dal contagio da Covid-19 il mio amato calcio è passato in secondo piano – spiega –. Credo che le società di calcio, pur facendo il massimo sforzo per consentire ai propri calciatori di lavorare in sicurezza, non riescano a garantire al 100 per cento la tutela della loro salute. E questo mi spaventa. Vedo inoltre che all’orizzonte starebbe per profilarsi un lungo periodo di ritiro, al quale risponderei: “No”». Da qui alla ripresa del campionato potremmo avere anche altre sorprese in molte squadre. —



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