Il presidio
Cassa integrazione e niente Irap La Lega Pro respira
Il vicepresidente del Pontedera Di Bella «La serenità non è mai venuta meno»
serie c
Un passo avanti, uno indietro e un altro avanti. La danza della serie C continua imperterrita, al ritmo di comunicati ed interviste, tra un decreto e l’altro.
Vi ricordate l’estate scorsa, tra ricorsi e ripescaggi? Un semplice riscaldamento. La crisi devastante causata dal virus rischia di far segnare l’anno zero per il calcio professionistico italiano. Senza esagerazioni o improbabili iperboli, la serie C 2020/21 potrebbe presentarsi agli occhi dei tifosi come una categoria senza precedenti. Un rischio, dunque, ma anche un’opportunità.
Il passo avanti, finalmente, è quello fatto con il cosiddetto Decreto Rilancio. Con l’ultimo passaggio normativo, il Governo permetterà alle società di serie C di accedere alla cassa integrazione in deroga, oltre a un’esenzione dal pagamento dell’Irap e ad una serie non trascurabile di incentivi e vantaggi economici. «Un po’ di buone notizie, anche se la serenità in società non è mai venuta meno – afferma Simone Di Bella, vicepresidente del Pontedera – era da tempo che stavano parlando di queste misure: ce lo aspettavamo, ma siamo comunque soddisfatti».
Insomma, una boccata d’aria fresca per tutte quelle società che, di fronte all’emergenza, avevano espresso con forza le difficoltà di questo periodo. Mentre il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli ringrazia pubblicamente i ministri dell’Economia e dello Sport, continuano però le fronde interne alla serie C, divise sulla questione della quarta promozione in serie cadetta.
Le carte in tavola, ormai, sono scoperte: il salto di categoria attraverso il criterio della media punti, così come votato durante l’assemblea del 7 maggio, non ha accontentato tutti.
Un passetto indietro, quindi, rispetto a una settimana fa. «Ci sono visioni diverse – continua Di Bella – c’è chi pensa alle promozioni dirette, chi invece invoca la meritocrazia e anche chi spera nel sorteggio: sicuramente, la responsabilità per chi dovrà decidere è davvero grande».
E a farlo sarà il Consiglio federale in programma mercoledì 20 maggio, che dovrebbe dare una risposta (quasi) definitiva alla faccenda. Ma l’ultimo passo della danza è in avanti. Non si tratta solo di rammendare, ma cucire un vestito tutto nuovo: il rischio, appunto, diventa opportunità. «Creare una serie B a quaranta squadre o la creazione di una C d’élite potrebbero essere una soluzione logica, vista anche la situazione drammatica che stiamo vivendo – spiega Di Bella – una riforma, in ogni caso, è auspicabile». Lo stop, dunque, potrebbe dare il là ad un gran bel passo avanti per il futuro.
«La serie C, tenendo conto di tutte le società, produce quasi cento milioni di debiti, ogni anno – conclude il dirigente granata –. Gravina ha una bella occasione per cambiare: essendo stato anche presidente della Lega Pro, sono sicuro che nessuno meglio di lui potrebbe valorizzare la nostra categoria». —
Pietro Mattonai
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