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Gemmi piace alla Spal, ma difficilmente lascerà Pisa

Antonio Scuglia
Roberto Gemmi, a destra, con Giuseppe Corrado
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Roberto Gemmi, a destra, con Giuseppe Corrado

Non sono solo i giocatori a fare gola in A: anche il Torino e il Genoa avrebbero apprezzato il lavoro del ds nerazzurro

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Il Pisa piace. Non solo piacciono i suoi giocatori (Stefano Gori è seguito da diversi club di serie A, Marius Marin sarebbe da tempo nelle mire del Torino) ma anche... chi li sceglie. Secondo voci di addetti ai lavori, nei mesi scorsi sia il Torino che il Genoa hanno segnato sui loro taccuini il nome di Roberto Gemmi, ds dei nerazzurri dall’estate del 2018, e da un paio di giorni è la Spal che sembra lo abbia inserito in un ristrettissimo gruppo di candidati (secondo telestense.it gli altri sono Bonato, Romairone, Zamuner e Marchetti del Cittadella) .

Gemmi fra l’altro è amico di Davide Vagnati, ex capitano nerazzurro dieci anni fa (vittoria della D nel 2010) e da allora prima giocatore e poi ds della Giacomense, la società che di fatto ha dato vita alla nuova Spal tornata dalla C2 alla A: fino a poco tempo fa con lui a Ferrara c’era anche l’ex tecnico del Pisa Leonardo Semplici, ora Vagnati sembra debba andare al Toro forse portandosi dietro proprio Semplici. La Spal non è messa bene: è penultima in A con 7 punti di ritardo sulla zona salvezza. Ma è una società solida che in caso di retrocessione punterebbe al ritorno immediato nel massimo campionato. Difficile in ogni caso ipotizzare un addio di Gemmi al Pisa, visto che il gruppo dell’anno scorso e di quest’anno lo ha creato proprio lui insieme a Giovanni Corrado, e ai nerazzurri si è legato da vincoli di grande affetto oltre che professionali. «Sono rimasto a Viareggio – ricordava a Il Tirreno nei giorni scorsi – dove risiedo durante la stagione, non sono tornato a Milano cioè dov’è la mia famiglia perché nel mio ruolo è importante stare a poca distanza dalla squadra anche se non ci vediamo fisicamente: il comandante deve restare sulla nave».

Dal mercato, o fantamercato, a un argomento meno simpatico. Ricordate Pisa-Venezia 1-2 del 22 febbraio scorso? Bene. Dice ora Dante Scibilia, dg dei lagunari, al Corriere Veneto: «Prima della trasferta di Pisa mi si erano manifestati i sintomi del virus. A distanza di tempo penso che avrei potuto contagiare qualcuno, visto l’abbraccio a fine partita con i giocatori e con lo staff. Ho vissuto momenti di forte preoccupazione e sconforto, ho avuto problemi renali, tosse, febbre ed un senso di stanchezza infinito».

Affetto da coronavirus, per fortuna è guarito. «Ci ho messo venti giorni per riprendermi. È stato un periodo orribile». Però se aveva i sintomi forse sarebbe stato meglio evitare di venire a Pisa.

Continuano intanto le prese di posizione sulla bizzarra idea di una B a 40 squadre. Condivisibile il parere di Gigi Pavarese, ex ds di Napoli, Torino e Juve Stabia, espresso al portale stabiachannel.it: «Scarterei l’ipotesi di 40 squadre in serie B suddivise in due gironi, non si farebbe altro che diminuire ulteriormente i fondi a disposizione delle società cadette». Già è certo che ci saranno meno soldi: dividerli in 40 anziché in 20 sarebbe drammatico. —



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