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Giovanni Corrado: sì alla ripresa anche se il Pisa non ci guadagna

Antonio Scuglia
Giovanni Corrado: sì alla ripresa anche se il Pisa non ci guadagna

Il Dg nerazzurro: senza giocare noi saremmo salvi, ma se la situazione sanitaria lo consente il calcio deve ripartire  

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La stagione calcistica deve ripartire o è meglio arrendersi, annullarla o congelare la classifica e pensare alla prossima? Ne parliamo con Giovanni Corrado, direttore generale del Pisa.

«Io parto da un principio: le stagioni andrebbero concluse sul campo giocandole partite che mancano. Per rispetto dei tifosi che hanno seguito la stagione, dei calciatori e di chi lavora nel calcio, per rispetto delle società che hanno investito e delle televisioni» .

C’è qualcosa che l’ha delusa o amareggiata in questo periodo?

«Mi dispiace che qualcuno, quando si parla di cercare di ripartire anche per mantenere in piedi l’economia del Paese, voglia contrapporre il desiderio di lavorare al diritto alla salute. Nessuno di noi ha sostenuto o sosterrebbe che bisogna giocare in assenza di condizioni sanitarie adeguate, non c’è nessuna contrapposizione da questo punto di vista. È dall’inizio della crisi che diciamo che vorremmo rigiocare quando sarà possibile. Secondo me non deve essere tacciato di poca sensibilità chi cerca di ripartire e rimettere in piedi la situazione economica. Ma questo non vale solo per il calcio bensì per tutti i settori che danno lavoro alle famiglie».

Oltretutto il calcio è un discreto contribuente...

«Oltre a produrre lavoro, il calcio è un settore che porta oltre un miliardo di euro l’anno nelle casse dello Stato, soldi che poi possono venire reinvestiti nella sanità, negli altri settori, anche negli altri sport.

Le risposte dallo Stato potrebbero essere più chiare?

«Non riscontro una visione d’insieme: perché si può correre in un parco ma non si può correre in un centro sportivo sanificato? Noi abbiamo fatto sanificare sia San Piero che l’Arena, ci sarebbero le condizioni per lavorare in sicurezza... ».

A livello di Lega B c’è una comunione di intenti o prevalgono le polemiche?

«Sia nei consigli di Lega sia nelle assemblee, la serie B sta mostrando un grande spirito unitario e propositivo, al netto di qualche singolo presidente che in questo momento sta facendo valere più l’interesse personale che quello della categoria e del sistema. Per noi è importante che si capisca e solo come sistema si può uscire da questa crisi, non se ne può uscire sicuramente se si ragiona a livello di singoli perché se il sistema collassa nessun singolo sopravvive».

Ma dal punto di vista puramente sportivo, al Pisa converrebbe davvero tornare in campo?

«Per una neopromossa come il Pisa, se ragioniamo egoisticamente, annullare la stagione dal punto di vista sportivo potrebbe portare un’utilità anziché un danno perché avremmo la certezza di mantenere la categoria: l’anno prossimo rifaremmo la serie B senza rischiare invece che tornando in campo e riprendendo a giocare la nostra e classifica peggiorasse. Ma al di là del fatto che è il campo a dovere scrivere i valori, la nostra mentalità è sempre quella di migliorarci. E torno al discorso precedente: non dobbiamo guardare solo il nostro interesse particolare. Tornare in campo, visto quanto è seguito il calcio in Italia, sarebbe anche un segnale importante dal punto di vista psicologico per i tifosi, per la gente. Il calcio da questo punto di vista dovrebbe essere uno di quei settori che ripartono per primi, costituendo sia un traino emotivo sia un traino economico per il Paese».

I calciatori del Pisa sono sereni?

«Hanno tutti voglia di ripartire. È ovvio che sono preoccupati, anche perché le notizie che arrivano ogni giorno rimbalzando da una piattaforma all’altra, non sono chiare. Ma lavorano regolarmente, seppure con le difficoltà logistiche imposte dalla quarantena, e sperando come noi di concludere la stagione sul campo».

Il Pisa ha subìto un danno cospicuo dalla sospensione, valutabile intorno ai due milioni. Ma c’è anche un danno economico per i giocatori...

«Sono i primi ad aver capito la situazione, abbiamo un gruppo intelligente e stiamo parlando da settimane con loro per trovare un punto di incontro che non sia troppo dannoso per loro e consenta alla società di operare in serenità».

Qual è lo stato d’animo della società riguardo all’iter per lo stadio?

«Il nostro giudizio è molto positivo: siamo contenti di come sta andando avanti il progetto nonostante il momento difficile».

Ieri infatti si è riunita la Commissione Urbanistica del Comune di Pisa per esprimersi di nuovo sulle 65 osservazioni alla Variante urbanistica per il nuovo Stadio . Si è trattato di una vera e propria riunione fiume. I consiglieri comunali hanno votato, infatti, ogni singola osservazione. Oltre tre ore ininterrotte di votazioni. Dopo queste votazioni, è stata votata poi la delibera vera e propria.

Hanno votato a favore i consiglieri Antonino Azzarà, Alberto Conversano e Maria Punzo (Lega), Manuel Laurora (Gruppo Misto), Maurizio Nerini (Nap-FdI) e Alessandro Tolaini (M5S). Marco Biondi e Matteo Trapani (Pd) non hanno partecipato al voto. Hanno partecipato a questa riunione anche gli assessori Massimo Dringoli e Raffaele Latrofa e la Dirigente Dasy Ricci. —

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