Il presidio
I nerazzurri scalpitano... anche su Instagram
Gori e Moscardelli, una lunga diretta con i tifosi. «Il calcio viene dopo la salute, anche se siamo un po’ impazienti»
PISA
Uno para i rigori, l’altro segna in rovesciata in attesa di tornare in campo. Non sono Holly e Benji ma Stefano Gori e Davide Moscardelli, che per un’ora si sono divertiti a rispondere alle tante domande dei tifosi nerazzurri su Instagram. Tanti anche i compagni di squadra, e qualche ex come Verna e Izzillo, che hanno interagito con il portiere e il capitano del Pisa. Tanti temi allegri, ma su tutti ovviamente quello dell’eventuale ripartenza.
«Il calcio viene dopo la salute, anche se siamo un po’impazienti», dice Gori. Anche Moscardelli è sulla linea del compagno: «Se si dovesse riaprire tutto subito sarebbe difficile, in Francia hanno dovuto chiudere di nuovo. Fondamentale per noi poter giocare in sicurezza».
Sulla possibilità di concludere la stagione ci sperano entrambi, ma c’è preoccupazione. Gori aggiunge: «Non vanno annullati i campionati».
Il portiere svela la sua fede calcistica perché qualcuno gli chiede se tifa Fiorentina: «No, assolutamente. Ho giocato nel Milan ma sono juventino». Moscardelli parla dei suoi gol in maglia nerazzurra: «Contro la Triestina e la Carrarese ai playoff quelli più importanti, con il Trapani il più bello in rovesciata. Non una bicicletta ma un triciclo, perché la palla era bassa...». Gori invece svela la sua parata più difficile: «Quella con il Pordenone in questa stagione è stata molto bella, ma la gara indimenticabile resta Trieste».
Moscardelli invece non nasconde il rimpianto di non aver giocato quella partita, ma le emozioni sono state bellissime comunque: «Ho urlato tantissimo dalla panchina», poi Gori scherza: «La prima birra della B l’abbiamo bevuta solo due ore e mezzo dopo il fischio finale in autogrill».
Il portiere a cui si ispira Gori è Ter Stegen, mentre Moscardelli omaggia l’attuale allenatore della Primavera del Pisa: «La mia spalla ideale poteva essere uno come Ciccio Baiano, che ti crea spazio. Mi sono trovato bene con Godeas e Pellissier».
Si parla della rivalità con il Livorno. Mosca-gol scherza: «Non credo ci sia il rischio di andare a giocare a Livorno. Contro gli amaranto ho giocato una delle partite più belle quando indossavo la maglia della Triestina molti anni fa: 4-3 con gol al 90’ di Aquilani su un mio assist». Gori parla del derby vinto a porte chiuse: «Senza tifosi non è stata la stessa cosa». Poi sbuca Andrea D’Egidio che intona Don’t worry be happy e Gori lo segue: «È stata la colonna sonora della nostra cavalcata in B», mentre Mosca parla delle coreografie: «Tutte belle, ma quella dedicata a Maurizio Alberti mi è rimasta nel cuore».
Si parla di collezionismo: l’attaccante conserve la magliette di Totti e De Rossi, da buon romanista, il portiere quella di Boateng, ma entrambi non chiedono spesso le maglie agli avversari.
Non manca la scaramanzia, per tutti e due: «Metto sempre prima il parastinco sinistro ed entro in campo con il piede mancino, poi bacio l’erba. Quando non faccio il capitano entro per ultimo», svela il Mosca. Gori invece bacia il parastinco con il nome della sorella. —
Andrea Chiavacci
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