Il Tirreno

Pisa

Arena, la commissione dice sì La delibera va in consiglio

Antonio Scuglia
Arena, la commissione dice sì La delibera va in consiglio

Intanto il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado pungola il Palazzo «Sul calcio basta scelte a tavolino. Ci aspettiamo un segnale dal governo» 

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pisa

La commissione urbanistica del Comune di Pisa presieduta da Maurizio Nerini ha approvato ieri con 5 voti a favore la delibera sulla riqualificazione funzionale ed ambientale dell’Arena, illustrata dagli assessori Massimo Dringoli e Raffaele Latrofa, oltre che dalla dirigente dell’ufficio Urbanistica Daisy Ricci. Ora la parola, per il sì definito, passa al consiglio comunale (probabile entro l’ estate). Hanno votato a favore i consiglieri comunali Antonino Azzarà, Alberto Conversano, Giovanni Pasqualino della Lega, Manuel Laurora (Gruppo Misto) e Nerini (Nap-FdI). Non hanno, invece, partecipato al voto, Marco Biondi e Matteo Trapani (Pd) e Alessandro Tolaini (M5S).

La discussione e la successiva votazione su questa importante delibera hanno richiesto in tutto l’esame di 63 osservazione e 7 sedute della stessa commissione Urbanistica. Il titolo esatto della delibera è “Riqualificazione funzionale ed ambientale dell’Arena Garibaldi - Stadio Romeo Anconetani - Approvazione, ai sensi dell’art. 19 della L.R. N. 65/2014 della variante al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico e contestuale approvazione, ai sensi dell’art. 8 - comma 6 della L.R. N. 10/2010 del Rapporto Ambientale e della Sintesi non Tecnica”.



Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado è stato ospite ieri della trasmissione Stadio Aperto su Tmw Radio, per parlare delle prospettive per la ripresa della stagione. Punzecchiato sul comportamento del governo, Corrado non le ha mandate a dire: «Per il momento ancora non è intervenuto. Alcune dichiarazioni delle ultime settimane mi sorprendono, le frasi populiste vanno bene se fatte per la strada. Ieri leggevo la dichiarazione del ministro della Sanità che diceva come il calcio fosse l’ultimo dei problemi. Capisco il suo ruolo, ma oggi vediamo paesi che sono partiti dopo, come la Germania, ricominciare con gli allenamenti: bisogna avere la pazienza, il coraggio e la modestia di fare benchmark. Non credo però che debba fare una graduatoria sull’importanza dei problemi, non spetta certamente a lui. Non muore nessuno, forse, se non si giocherà a calcio, forse si può vivere senza andare al cinema e rinunciare a vacanze, spiagge e parrucchiere ma ci sono miriade di famiglie che vivono su queste cose».

Il calcio non è solo un gioco ma un’industria, ha ricordato il presidente del Pisa, visto che «occupa 52mila famiglie oltre a quelle dei calciatori. Occorre prendere di petto la situazione industriale del calcio, perché al di là dei calciatori chi lavora in questo sistema avrà grandi problemi, e un ministro deve valutare questi problemi. C’è gente a casa da 48 giorni e, al netto dei giocatori che stanno fremendo, questo problema va affrontato». —



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