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Calcio e solidarietà: «Uniti ce la faremo!» mascherine e colombe dal Pisa all’ospedale
Una nuova idea per la ripresa: campionati nell’anno solare BeSports, esordio senza sorriso contro il Benevento
pisa
«Uniti ce la faremo!»: il Pisa ha deciso di donare all’ospedale Cisanello, principale policlinico cittadino, 4. 500 mascherine protettive, obbligatorie dal prossimo 13 aprile su tutto il territorio regionale. Inoltre per ringraziare medici, infermieri e operatori da oltre un mese in prima linea per combattere questa terribile emergenza Covid-19, il Pisa ha deciso di far recapitare all’Ospedale Santa Chiara le “Colombe Nerazzurre” che erano state commissionate per i dipendenti, i calciatori e i ragazzi del settore giovanile.
Intanto, col campionato di calcio fermo, si gioca quello virtuale: è ufficialmente partito BeSports, il torneo organizzato dalla Lega B, in collaborazione con Mkers, che vede le 20 squadre della Serie BKT sfidarsi tra console a eFootball Pro Evolution Soccer 2020.
Sono state disputate due giornate, la prima di andata e la stessa del girone di ritorno, con una coppia tutta campana ad occupare il gradino più alto del podio a punteggio pieno: la Juve Stabia e la Salernitana.
Pisa N17x e Sasinho_Digicac, i due gamers che rappresentano il Pisa, hanno fatto 2-2 e 0-3 contro il Benevento, conquistando così un punto in due gare. Prossima giornata doppia il 16 aprile, contro la Juve Stabia.
Naturalmente quello che interessa di più è il pallone che si colpisce con le scarpette e non quello che si addomestica col joystick. Si torna infatti a parlare di date possibili per riprendere. E lo fa Giovanni Malagò, presidente del Coni, su Radio Radio: «Gli allenamenti sono stati vietati per tutti, ma bisogna fare distinzioni rispetto ad attività individuale o di squadra, indoor o outdoor. Il governo, a torto o a ragione, con il Dpcm ha deciso di vietarli per tutti e ho molto più di una sensazione che questo dpcm verrà prorogato, o dopo 27 aprile o ai primi di maggio».
Ma quando e come si potrebbe giocare davvero? L’Ad del Monza Adriano Galliani, intervistato dalla Gazzetta, dello Sport, lancia una proposta: «Si faccia per due anni come in Sudamerica, campionati nell’anno solare. Il campionato 2020-21 cominci nel febbraio 2021, stessa cosa per il 2022. Poi magari si tornerà all’antico, ma io sono certo che dopo un paio d’anni ci convinceremo che è una buona soluzione. Si può fare, le annate devono concludersi sul campo, per regolarità sportiva. Però non ha senso affrettarsi con la pandemia in corso».
In effetti, se è stato cambiato il calendario terrestre (il 5 ottobre 1582 diventò improvvisamente... il 15 ottobre), per un anno o due può cambiare anche il calendario delle serie A e B di calcio: basta mettersi d’accordo, e qualunque accordo, anche se bizzarro, è meglio del collasso del sistema. Il presidente del Perugia Massimiliano Santopadre, sulle colonne del Corriere dello Sport, ha affermato: «C’è il rischio reale di fallire». Più chiaro di così... –
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