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B, riprendere o no? Due anime opposte nel partito dello stop
Tre compleanni nerazzurri in 4 giorni Festeggiano Minesso, Pisano e Benedetti
le posizioni
Il Pisa festeggia un tris di compleanni (in quattro giorni, 30 candeline per Minesso, 33 per Pisano e 28 per Benedetti) e segue con attenzione l’evoluzione un po’ schizofrenica della stagione per capire se e quando si potrà riprendere. Ripetuto per l’ennesima volta che non sarà il calcio a decidere, e di fatto nemmeno il governo, bensì la situazione sanitaria, sembra finita la guerra di trincea, ovvero la fase in cui tutti stavano zitti per non scoprire le carte; lunedì riprenderà l’assemblea della Lega B. I “partiti” sono fondamentalmente due. Il primo è formato da quelli che, salute permettendo, vorrebbero riprendere appena possibile perché sanno che con una falla ben sotto la linea di galleggiamento, più si sta fermi e più si affonda, ovvero si perdono soldi su soldi. Fra essi, il presidente Figc Gravina e il presidente del Pisa Corrado.
Il secondo è il partito di coloro che vorrebbero chiudere qui la stagione, anche per smettere subito di pagare gli stipendi a giocatori, staff tecnici e collaboratori. Non per niente ieri Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, si è smarcato da questa posizione dichiarando a Radiouno che i giocatori vogliono e sperano di poter tornare ad allenarsi e di scendere nuovamente in campo, ed è per questo che si stanno anche cercando le modifiche regolamentari per poter andare oltre il 30 giugno con il campionato. In questo partito oltretutto ci sono due correnti con obiettivi opposti (e proprio questo potrebbe portare al suo sfaldamento): chi, come il presidente del Livorno Spinelli, vorrebbe annullare la stagione e ripartire poi con gli stessi organici, e chi invece le classifiche attuali vuole congelarle: se in B oggi sei primo o secondo, sei promosso; se sei fra le ultime tre, sei retrocesso. —
antonio scuglia
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