Italia
Tornare in campo oppure no? Il calcio sfoglia la margherita
Tutte le opzioni: dall’annullamento alla ripresa delle gare appena possibile Nerazzurri al lavoro da casa, un servizio su Marin della tv di Stato romena
pisa
Riprendere a giocare, sì o no? E se sì, quando? E soprattutto, con quali regole? Ogni giorno passa un treno e porta novità, vere o presunte. In ogni vagone c’è un passeggero che propone una soluzione, più o meno plausibile, più o meno accettabile, più o meno strettamente egoistica. Nei sei box in basso, abbiamo abbinato a ciascuna idea un personaggio che l’ha lanciata o sponsorizzata. Come andrà a finire, nessuno sa dirlo.
Va da sé che il rispetto delle norme per tutelare la salute viene molto prima del calcio, ma siccome qui di calcio stiamo parlando è bene confrontarsi con serenità e senza “verità rivelate”. Anche perché non è solo un gioco, e molte persone che parlano senza conoscere i fatti, e confondono lo stipendio di CR7 con quello di migliaia di calciatori che con difficoltà arrivano in fondo al mese, dovrebbero considerare che questo “gioco” in Italia dà lavoro a 300mila addetti e porta circa 1,5 miliardi nelle casse dello Stato sotto forma di tasse.
Il Pisa è in attesa come tutti. I giocatori lavorano da casa (nella foto, Marius Marin in un’intervista alla tv rumena), i tifosi si consolano con le telecronache delle due ultime promozioni in B. Sperando che il pallone torni presto a rotolare, e la vita a scorrere normale. —
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