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Il coach Michelotti: non ci sono solo i gol «Popolare Cep? Un gruppo di amici»

a.m.
Il coach Michelotti: non ci sono solo i gol «Popolare Cep? Un gruppo di amici»

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Dopo 24 giornate in Seconda categoria girone E la Polisportiva Nuova Popolare Cep occupa la quarta posizione con 47 punti, frutto di un ruolino di marcia di 14 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. In panchina, da quando è nata la società (2013), mister Rossano Michelotti. Nei primi quattro anni la squadra ha preso parte al campionato Uisp, riportando ottimi risultati; poi la decisione di iscriversi al campionato Figc di Terza categoria. Nel 2017/18 la squadra chiude in vetta il campionato e conquista la promozione in Seconda: «Forse la stagione più emozionante – dice Michelotti –. Eravamo partiti per disputare un campionato tranquillo, invece i ragazzi hanno risposto bene, oltre le aspettative».

La Nuova Popolare Cep è quarta: una fotografia del campionato?

«La classifica non è del tutto veritiera, il campionato è equilibrato. Ci sono tante squadre che avrebbero le potenzialità per giocarsi un posto nei playoff, ma nel calcio gli episodi sono determinanti. Ci manca qualche punto, ma siamo in netta ripresa: dopo la sconfitta casalinga contro il Fabbrica (2-3) è arrivato un filotto di dodici risultati utili di fila. In avvio del girone di ritorno abbiamo perso quattro punti pareggiando in casa con Latignano e Livorno 9, ma tutto sommato sono soddisfatto».

25 punti in trasferta (11 partite disputate) e 22 in casa (13 partite). Come lo spiega?

«Quando giochiamo su campi larghi riusciamo ad esprimere meglio le nostre potenzialità. Sfruttiamo molto le fasce e gli spazi; il campo de La Cella è abbastanza stretto, ecco perché stentiamo. Diciamo che il fattore campo, nel nostro caso, è al contrario».

Che squadra è la Popolare Cep?

«Il modulo che prediligiamo è il 3-5-2, talvolta giochiamo col 4-3-3. Abbiamo diversi giocatori validi, ci piace giocare palla a terra e se riusciamo a sfruttare le fasce laterali siamo micidiali. Lo scorso anno eravamo molto più cinici, quest’anno creiamo tanto, ma finalizziamo meno».

Con che obiettivo avete iniziato la stagione?

«Il gruppo è rimasto più o meno lo stesso della passata stagione, ci sono stati 4-5 innesti. Ci eravamo posti l’obiettivo di arrivare nelle prime due posizioni, al momento non ci siamo riusciti, ma mancano ancora delle partite».

Sei le partite rimaste: spiccano il big match con il Fabbrica e lo scontro diretto con l’Acciaiolo...

«Puntiamo a presentarci al match con il Fabbrica dopo aver conquistato bottino pieno contro Collevica e Orlando. Cercheremo, comunque, di vincerle tutte per sperare di raggiungere il secondo posto. È difficile, ma ci proviamo. Lo scorso anno siamo arrivati secondi, poi abbiamo perso ai playoff contro il Tirrenia; abbiamo giocato quasi tutta la ripresa e i supplementari in 10, con il pareggio ci saremmo qualificati: il Tirrenia ha segnato il 2-1 in extremis con un eurogol dalla distanza. Ci è rimasto l’amaro in bocca».

Come state affrontando l’emergenza coronavirus?

«Siamo fermi dagli inizi di marzo. I ragazzi cercano di tenersi in forma nei limiti del possibile, siamo sempre in contatto. Il gruppo è unito e affiatato, sono amici oltre ad essere compagni di squadra. Uno dei leader è il capitano Lorenzo Pellegrini». — a.m.

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