Il Tirreno

Pisa

la chiave tattica 

Si fa presto a dire trequartista Tutte le frecce all’arco di D’Angelo

Massimo Berutto

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PISA. Quanti modi ci sono per fare il trequartista! Ad incarnarli sono Vido, Siega, Minesso, talvolta Masucci e da ora in poi finalmente di nuovo Soddimo, atteso al rientro dopo tre turni di squalifica.

Oltre a tenere in parallelo il doppio binario del 3-5-2 (sempre in canna) e del 4-3-1-2, Luca D’Angelo ha imparato ad incidere sull’atteggiamento della propria squadra semplicemente sostituendo il cosiddetto rifinitore. Emblematica la gara con il Perugia: nell’undici iniziale l’ideale maglia numero 10 è stata consegnata a Luca Vido, un attaccante aggiunto per sbloccare la gara (come effettivamente è accaduto), rimpiazzato dopo il vantaggio da Nicholas Siega, in chiave più conservativa, per garantire maggiore supporto al centrocampo.

Vido, già per uno spezzone di incontro con il Venezia, era parso a proprio agio come uomo da ultimo passaggio, rapido e preciso. Siega già in passato era stato scelto perché reputato il più adatto a francobollare il regista basso rivale, quasi come un mediano aggiunto. Il ruolo più anarchico, inviso al calcio sacchiano (campioni come Baggio e Zola ne sanno qualcosa), ha trovato dunque un’interpretazione a servizio dell’equilibrio del gioco collettivo. O meglio ha ritrovato, perché nel Pisa di Anconetani era pratica comune che Pasquale Casale e Ferruccio Mariani avanzassero sulla trequarti con il compito specifico di marcare (allora a uomo) il metronomo avversario.

La partita con il Perugia ha dimostrato che anche mantenendo il 4-3-1-2 si può schierare un terzo attaccante o all’opposto coprirsi, difendendo di fatto con un 4-5-1, grazie allo spirito di sacrificio di Masucci. Un modulo, che si sviluppa centralmente, non riduce la spinta sugli esterni, dove le corsie sono libere per l’avanzamento dei terzini, coperti dalle mezzali. Rimane in ballo, fin dal match di stasera, l’alternativa del 3-5-2, che però in passato ha indotto il Pisa ad abbassarsi troppo in una fase difensiva a 5.

D’Angelo ha altre opzioni per occupare il vertice alto del rombo centrale. Come Vido, Masucci (in Pisa-Spezia) ha giocato in quella posizione, arretrando solo leggermente il proprio raggio d’azione che, anche da attaccante, coinvolge la metà campo difensiva. Minesso è un buon compromesso fra la copertura sul centromediano avversario e le capacità di assist, dal centro e anche dalle fasce. Fra tutti i possibili trequartisti lo specialista nel ruolo è Danilo Soddimo, acquistato per fare la differenza proprio in quella zona del campo. L’ex cremonese torna dopo tre giornate di squalifica dopo l’espulsione contro il Chievo, purtroppo emulata, nella medesima porzione di campo (nei pressi della panchina avversaria) da Michael Fabbro. Conoscendo D’Angelo, che è solito offrire un’immediata opportunità di riscatto a chi è reduce da un episodio negativo, Soddimo avrà presto una grande chance. —

Massimo Berutto

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