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Leandro Greco: l’obiettivo? Pensare solo al prossimo match

Leandro Greco: l’obiettivo? Pensare solo al prossimo match

Ex nerazzurro ai tempi di Ventura, vanta 274 gare in carriera 

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il personaggio

Non sono arrivati i punti. Contro l’Empoli, però, il Perugia ha dato qualche segnale di risveglio. Un punto di partenza per provare a mettere alle spalle un momento delicato. Ne è convinto Leandro Greco, intervistato dal Corriere dell’Umbria e voglioso di ritagliarsi un ruolo importante da qui al termine della stagione.

Greco, classe 1986, fa da “chioccia” ad un reparto di centrocampo molto giovane… «Devo dare anche competitività all’allenamento. Il modo migliore per far crescere i giovani».

Bisogna lottare per evitare i playout?

«C’è da rimanere focalizzati sul Pisa e fare punti attraverso la prestazione. Se ci facciamo prendere dall’ansia è sbagliato, così come lo era parlare di Serie A pur se non si era ancora pronti e strutturati. Vale anche per lo Spezia o altre squadre. Ci sono ancora troppe variabili».

Lottare eventualmente per la salvezza potrebbe comportare un aumento di paura. Quanto è importante il ruolo dei giocatori più esperti?

«Lo è come quello dei giovani che danno freschezza mentale ed incoscienza. La paura che si è vista all’inizio contro l’Empoli si può vedere anche in maniera positiva perché c’è un gruppo che sente il momento ed il peso di una maglia importante».

A Pisa sarà una battaglia…

«Dopo la sfida di lunedì ci siamo detti che dobbiamo ripartire dall’atteggiamento, attenzione ed attaccamento messi contro l’Empoli».

Con l’Empoli che ruolo ha fatto?

«La mezzala. Ogni tanto con Carraro ci alternavamo in fase di impostazione».

Cosa manca al Perugia?

«Dobbiamo migliorare ma contro l’Empoli ci sono state delle indicazioni positive al di là del risultato».

Quali?

«A livello nervoso siamo stati molto più presenti rispetto alle ultime due gare. Siamo stati bravi a soffrire e a lavorare di reparto. Nella ripresa, per 20-25 minuti l’Empoli non è più uscito dalla sua metà campo. C’era attenzione e partecipazione. Giocando così, la prossima volta la palla di Iemmello o di Kouan magari entra».

Perché il Perugia fatica a segnare?

«È un problema difficile da identificare. Bisogna continuare a martellare sia dal punto di vista tecnico che mentale». —



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