Il Tirreno

Pisa

la curiosità 

D’Angelo, una chance per tutti oltre agli esperimenti tattici

Massimo Berutto

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Luca D’Angelo non è un allenatore disposto a fare il compitino, magari sotto dettatura dell’ambiente, pur di scansare le critiche. In ogni partita cerca invece di lasciare un’impronta sulla squadra, in modo mai scontato, a costo di oscillare fra consensi (quando indovina le scelte) e critiche (se le soluzioni non funzionano).

A stimolarlo è la fiducia nei propri calciatori, praticamente in tutti. Infatti dei giocatori di movimento in rosa, tranne Izzillo (mai impiegato, a lungo infortunato), Asencio e i giovanissimi Giani e Fischer, tutti i nerazzurri hanno giocato almeno 2 volte da titolare.

Se escludiamo anche Varnier, Liotti, Meroni, Di Quinzio e Moscardelli (tutti alle prese con lunghi malanni), il numero minimo di chance dal primo minuto balza a 6, ossia praticamente un terzo del girone d’andata. Novità tattiche quasi in ogni partita, spesso indovinate, talvolta no, ma seguendo un filo logico dipanato durante la fase ascendente del primo torneo di B nella carriera del tecnico pescarese.

Fin dall’inizio (anzi già dalla doppia finale con la Triestina) appare evidente che il 4-3-1-2 adottato in C, con Lisi e De Vitis nel quartetto difensivo ed un secondo trequartista come Di Quinzio in mezzo al campo, sia troppo vulnerabile di fronte agli attacchi della serie B.

La prima soluzione proposta in campionato è ancora un 4-3-1-2, ma con tre difensori puri più Lisi, due mediani (Verna e Marin) e De Vitis sulla trequarti. Un modulo che in fase difensiva diventa un 4-4-2, scalando gli incontristi sulle fasce, a specchio sul Benevento di Pippo Inzaghi. Chissà che non torni di attualità in casa dei sanniti alla prima giornata di ritorno.

Il passaggio successivo è al 3-5-2, con una fase difensiva a 5 con De Vitis e di solito (non sempre) due mediani a protezione. Dalla partita vinta con la Salernitana inizia ad emergere una nuova soluzione: difesa a 4, ma con De Vitis a protezione, non nella linea arretrata ma davanti. Un compromesso per permettersi un rifinitore (addirittura Masucci in Pisa – Spezia) e riprendere a segnare e vincere, mantenendo un impianto solido. Per Gucher comincia ad affacciarsi un nuovo ruolo, da mezzala o da trequartista. La contemporanea assenza di Marconi e Masucci è affrontata da D’Angelo virando verso il 4-3-2-1, con Gucher e Pinato a supporto di Moscardelli. L’opzione funziona a Trapani (vittoria per 3-1) ma naufraga in casa con il Cosenza (sconfitta dal medesimo risultato) di fronte alle evidenti sofferenze degli esterni Birindelli e Lisi. Poco fortunato l’adattamento di Ingrosso a terzino. Idem l’utilizzo di Lisi a destra nello schema ibrido di Ascoli, ossia, come dichiarato da D’Angelo “un 4-3-1-2 in fase difensiva e un 3-5-2 in fase offensiva”. In pratica Lisi rimane alto a pressare al pari di una punta quando la palla è detenuta dai difensori marchigiani, mentre in fase di possesso si allarga come un esterno destro, in concomitanza dell’ascesa di Liotti sulla sinistra. Meglio la semplicità del 4-3-1-2 anti-Frosinone. Coraggiosa la prestazione di Siega adattato da terzino dopo l’uscita di Birindelli. —

Massimo Berutto

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web