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Quando Paolo Baldieri affondò l’Inter di Rummenigge
Trentaquattro anni fa la migliore striscia di risultati utili consecutivi in serie A dei pisani. Ma la stagione 85-86 fu una vera beffa
amarcord
Trentaquattro anni fa, il Pisa viveva in Serie A uno dei migliori periodi della propria storia. Il culmine fu raggiunto il 5 gennaio del 1986, con la vittoria sull’Inter grazie ad un gol di Paolo Baldieri, ma soprattutto dalla quindicesima giornata, quando pareggiò a Firenze, alla ventiduesima e quando impattò ad Avellino, in otto giornate i nerazzurri ottennero due vittorie e sei pareggi per un totale di dieci punti, visto che all’epoca la vittoria veniva premiata con due punti.
Otto risultati utili consecutivi, portarono la squadra in una zona relativamente tranquilla e la salvezza sembrava veramente alla portata. I nerazzurri infatti alla ventiduesima giornata avevano venti punti, ed avevano occupato la nona posizione assieme ad Atalanta e Sampdoria, addirittura a soli cinque punti da un piazzamento Uefa. La squadra di Vincenzo Guerini aveva sotto di sé cinque formazioni con un distacco dalla zona retrocessione de tre punti. Poi però, purtroppo a fine stagione, per il Pisa ci fu un’amara retrocessione.
Il filotto rappresenta anche un record dei nerazzurri in A, visto che nella stagione 82-83 la squadra di Vinicio partì bene, ma si fermò alla sesta giornata quando capitolò contro il Verona, raccogliendo quindi cinque risultati utili consecutivi, così come nella stagione 83-84 e per due volte. Stessa sequenza anche nell’annata 87-88 con Beppe Materazzi in panchina, ma l’anno dopo, nonostante sei risultati utili consecutivi ci fu ancora retrocessione.
Tornando alla stagione 85-86, la serie utile cominciò alla quindicesima giornata, cioè alla fine del girone di andata. Il Pisa pareggiò 1-1 a Firenze e Ciro Muro pareggiò il gol di Pellegrini. Il ritorno comincia bene, quando il 5 gennaio del 1986 arrivò il risultato più prestigioso: l’Inter di Altobelli, Rumenigge, Zenga, Bergomi, Tardelli e Fanna solo per citarne alcuni, lasciò le penne all’Arena: 1-0 con rete, come detto, in apertura, di Baldieri. E la settimana dopo è Klaus Berggreen a firmare il successo al San Paolo di Napoli contro Maradona, Renica e Giordano. La squadra, prima della gara di Firenze, era in terzultima posizione, con dieci punti in quattordici giornate, ad un punto dal Como. Iniziò una risalita che portò il Pisa fuori dalla zona retrocessione proprio dopo il blitz di Napoli.
E dato che l’appetito vien mangiando, il 19 gennaio, i nerazzurri fermarono la capolista Juventus. Alla rete su rigore di Wim Kieft, replica Michel Platini sempre su rigore. La squadra di Trapattoni inizia proprio da Pisa a perdere terreno nei confronti della Roma che, effettuerà una rimonta vanificata proprio alla fine.
Il Pisa poi pareggiò anche con l’Atalanta sempre all’Arena ed a Bari mantenendo sempre tre punti di vantaggio sul terzultimo posto. L’unica pecca lo 0-0 casalingo contro l’Udinese alla ventunesima giornata, il 16 febbraio. Un successo avrebbe scritto forse una storia diversa.
L’ottavo risultato utile, arriva al Partenio di Avellino alla ventiduesima giornata. Quando mancano otto giornate dal termine, la squadra di Guerini ha tre punti di vantaggio sul terzultimo posto occupato dall’Udinese. Nelle ultime otto gare però, arrivano solo tre pareggi e cinque sconfitte.
Alla ventisettesima giornata il Pisa pareggia a Lecce con una squadra già retrocessa e resta a più uno sull’Udinese che però passa la domenica dopo: nerazzurri ko con la Roma all’Arena e friulani vincenti con l’Atalanta ed avanti di un punto. Ai bianconeri basta il pareggio dell’ultima giornata contro il Bari per rimanere in A. Ma le sorprese non erano finite. L’Udinese di punti ne fece 25, ma una sentenza della giustizia sportiva lo declassò all’ultimo posto per illecito sportivo. —
Simone Martini
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